Regionali Campania, da De Luca a Caldoro: gli “impresentabili”

Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca

Indagati, corrotti, condannati, inquisiti. Omofobi, ex fascisti, ex cosentiniani. Politici di sinistra che si candidano nelle liste del centrodestra e viceversa. C’è spazio per tutti nelle liste delle elezioni regionali in Campania. L’elenco dei candidati “impresentabili” è tristemente lungo e coinvolge i due principali contendenti: Vincenzo De Luca del Partito Democratico e Stefano Caldoro, governatore uscente di Forza Italia. Lo scandalo ha offuscato la campagna elettorale: De Luca e Caldoro non perdono occasione per attaccarsi a vicenda e rimpallarsi accuse di corruzione. I temi politici sono passati in secondo piano, in una regione in cui sono numerosi i problemi da risolvere e su cui confrontarsi: crisi dei rifiuti, Terra dei Fuochi, malavita, clan mafiosi, disoccupazione giovanile. Ecco la lista di tutti i candidati “impresentabili” che il prossimo 31 maggio cercheranno di conquistare un seggio nel Consiglio Regionale della Campania.

CENTROSINISTRA – Il lungo elenco parte dallo stesso candidato alla Presidenza della Giunta Regionale: Vincenzo De Luca. Sindaco di Salerno, De Luca è stato condannato in primo grado ad un anno di reclusione e ad un anno di interdizione dai pubblici uffici. L’accusa è di aver nominato come project manager per il termovalorizzatore di Salerno uno dei suoi collaboratori, garantendogli alte retribuzioni. Nel caso in cui De Luca venisse eletto, decadrebbe immediatamente dalla carica per l’applicazione della Legge Severino. Ma De Luca è solo la “ciliegina sulla torta”: nelle liste che appoggiano De Luca figurano personaggi che lo stesso Renzi definisce “imbarazzanti”. Carlo Aveta, eletto nella Destra col rivale Caldoro e nostalgico fascista (fotografato in pellegrinaggio a Predappio mentre rende omaggio alla tomba di Mussolini); Dario Barbirotti, sotto processo a Salerno per associazione a delinquere finalizzata al saccheggio sistematico dei fondi del Consorzio Rifiuti; Tommaso Barbato, sotto inchiesta per voto di scambio; Corrado Gabriele, condannato a quattro anni di reclusione per molestie sessuali alle figlie della sua ex compagna. E ancora Carlo Iannace, sotto processo per truffa; Attilio Malafronte, arrestato per induzione alla concussione; Enricomaria Natale, il cui padre è stato un prestanome di clan mafiosi: Rosalia Santoro Turco, moglie di Nicola Turco: ex cosentiniano indagato per concorso esterno in associazione camorristica. Poi ci sono quelli che da destra hanno deciso di candidarsi per De Luca: su tutti Bruno Cesario (che insieme a Scilipoti fu decisivo nel votare la fiducia al governo Berlusconi) e Franco Malvano, ex candidato sindaco di Napoli di Forza Italia.

CENTRODESTRA – Stefano Caldoro attacca: “De Luca ha rimesso in piedi il partito dei cosentiniani e dei fascisti”. Da quale pulpito. Tra i candidati delle sue liste ci sono Gennaro Castiello, arrestato con accuse di voto di scampio e tuttora sotto processo per compravendita di voti; Ugo De Flaviis, rinviato a giudizio per peculato al termine dell’inchiesta sui rimborsi consiliari; Pietro Diodato, che nel 2001 era stato condannato per gli scontri nei seggi durante le comunali di Napoli; Marco Nonno, condannato a 8 anni in primo grado per devastazione; Alberico Gambino arrestato per voto di scambio, condannato per violenza privata su un imprenditore, in attesa di ricorso in Cassazione. Nella lista di Forza Italia figura anche l’ex tronista Domenico Cozzolino, diventato celebre come “finto fidanzato” di Noemi Letizia, arruolato da Berlusconi (o chi per lui) per placare la scandalo Bunga Bunga: “Noemi è una ragazza fidanzata, non ha mai partecipato ai festini di Arcore”.

Senza dimenticare il principio del garantismo, secondo cui si è innocenti fino a condanna definitiva e una volta scontata la propria pena si torna ad essere cittadini liberi, resta da chiedersi quali siano i valori (ma soprattutto le finalità ed i moventi) di questi candidati “impresentabili” e delle forze che li sostengono. Se questa è politica…