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Roma, si getta dall’undicesimo piano e lascia una lettera: “Sono gay”

Gay – Roma. La tragedia che ha visto un 21enne suicidarsi a causa dell’omofobia del nostro Paese è avvenuta nella notte di ieri ed ha dato seguito a molte polemiche mosse dal mondo omosessuale. “Sono gay”, scriveva il giovane in quella lettera che ha lasciato come sue ultime parole e volontà, “l’Italia è un Paese libero, ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza”: parole che ha lasciato poco prima di gettarsi dall’undicesimo piano di un comprensorio, l’ex-panificio Pantanella, sito in via Casilina. Indagano su questo terzo caso, in poco più di 12 mesi, di suicidio causato dall’odio omofobo gli agenti del commissariato di San Lorenzo, da cui non sono ancora stati rivelati risvolti dell’indagine sulle cause, sul movente che abbia spinto il giovane a compiere tale gesto estremo, nonostante per l’opinione pubblica risulti palese. Se, come ci si aspetta, il movente delle vessazioni a sfondo omofobo ad opera di terzi fosse confermato, si tratterebbe davvero dell’ennesimo caso del genere: “Alla nostra linea verde Gay Help Line 800.713.713 riceviamo 20 mila contatti l’anno e dai dati in nostro possesso risulta che un omosessuale su dieci nella sua vita ha pensato al suicidio”, afferma Fabrizio Marazzo, portavoce di Gay Center, “I suicidi o i tentativi di suicidio di giovani omosessuali sono un dato allarmante. È ora di dire basta. Le istituzioni”, conclude, “diano una risposta urgente nella lotta all’omofobia e nell’allargare la sfera dei diritti gay”. Con il diffondersi della notizia di quest’ultima tragedia legata ai gay ed all’omofobia, gli omosessuali del Paese si sono mobilitati in coda alle maggiori associazioni nazionali per organizzare una manifestazione nella così detta “Gay street” della Capitale, che corrisponde a via San Giovanni in Laterano. L’evento è atteso per la tarda serata di questo mercoledì 30 ottobre ed è mosso dalla speranza di riuscire a sollecitare il Parlamento italiano ad approvare una legge contro l’omofobia: “Dopo il terzo caso di questo tipo avvenuto a Roma negli ultimi mesi”, puntualizza Marazzo dal Gay Center, “vogliamo richiamare l’attenzione delle istituzioni, della società, della scuola e del Parlamento, che ancora non ha approvato una legge contro l’omofobia degna di questo nome. Mercoledì 30 ottobre organizzeremo una mobilitazione come momento di raccoglimento e di riflessione proprio per dire basta all’omofobia e alla transfobia.”