Trenta anni fa, spiega il quotidiano, questo genere di servizi era generalmente gratuito, spesso gestito da volontari e comunque pagato dagli enti comunali. Ora, come il resto del sistema sanitario pubblico americano, è un vero e proprio business che genera ogni anno conti per un totale di 2.700 miliardi di dollari, con prezzi su cui è difficile avere il controllo. Tanto più che spesso a richiedere le ambulanze non sono i diretti interessati, ma soccorritori casuali che non si fanno troppe domande sui costi dell’intervento o operatori del 911, in numero delle emergenze negli Stati Uniti. Le spese di ambulanza della città sono la quarta più alta fonte di reddito, al netto delle imposte di proprietà, l’imposta sulle vendite e sugli aiuti di Stato. Il Bilancio di quest’anno prevede 575.000 $ di entrate derivate dal servizio di “ambulanza”.
A peggiorare la situazione è la politica adottata dalle compagnie assicurative: chi ha la fortuna di potersi permettere una polizza, o di averla inclusa nel contratto di lavoro, non può dare per scontato di ottenere il rimborso per le corse in ambulanza. Molte società assicurative impongono infatti come clausola quella di poter determinare se il ricorso al trasporto straordinario fosse “davvero necessario“.
Fonti: leggo, il mondo