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Mangiare frutta secca in gravidanza riduce il rischio di allergie infantili

WASHINGTON – Negli ultimi anni numerose ricerche hanno dimostrato le eccellenti proprietà benefiche della frutta secca quando consumata con moderazione ed all’interno di un modello alimentare sano ed equilibrato, come la nostra Dieta Mediterranea. Basti pensare che uno snack di mandorle da 45 grammi consumato lontano dai pasti, secondo un recente studio condotto da ricercatori della Purdue University di New York e pubblicato sull’autorevole European Journal of Clinical Nutrition, aiuterebbe a non ingrassare e mantenersi in linea, oltre che assumere sostanze importanti come Vitamina E, grassi monoinsaturi, proteine nobili e fibre. Un altro studio di revisione del Brigham and Women’s Hospital e della Medical School presso la prestigiosaUniversità di Harvard a Boston, pubblicato sul British Journal of Cancer e basato sui dati di 75 mila donne coinvolte nel “Nurses’ Health Study” (NHS), ha invece determinato che chi consumava circa 28 grammi di frutta secca al giorno aveva un rischio sensibilmente inferiore di sviluppare il cancro al pancreas, tra i più pericolosi e letali. Sebbene questi studi vadano approfonditi è comunque scientificamente acclarata la bontà delle sostanze antiossidanti presenti nei suddetti alimenti, che tuttavia, a causa delle allergie sempre più numerose e diffuse, non tutti possono consumare. Una importante scoperta in tal senso è stata appena fatta da ricercatori del Boston Children’s Division of Allergy and Immunology, emersa revisionando i dati statistici del Growing Up Today Study (GUTS), uno studio basato su oltre 8.205 bambini tra i quali ve ne erano diversi – circa 150 – colpiti da allergie alle arachidi ed altra frutta secca. Gli studiosi, coordinati dal professor Michael Young, hanno infatti determinato una correlazione tra il consumo di frutta secca da parte della madre durante la gravidanza ed una sensibile diminuzione nel rischio di sviluppare allergie nei figli. “La nostra ricerca – ha sottolineato il professor Young ai margini di una conferenza – supporta l’ipotesi che l’esposizione precoce allergica aumenta la tolleranza e riduce il rischio di allergia alimentare nell’infanzia”. Saranno necessari ulteriori approfondimenti dato che lo studio non può dimostrare un rapporto di causa-effetto e soprattutto altre ricerche mostrerebbero che il consumo di alcuni alimenti in gravidanza favorirebbe lo sviluppo di allergie, ciò nonostante il legame appare evidente ed è doveroso indagare a fondo, visti i numerosi benefici apportati all’organismo da questi specifici alimenti. I dettagli dello studio americano sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Jama Pediatrics.