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Roma, bilancio post-maltempo: rischio paralisi, servono 243 milioni

Solo un accenno al disagio vissuto da Roma, in ginocchio

Roma – Il bilancio dei danni fatti dal maltempo nella Capitale è risultato davvero disastroso: il campidoglio ha stimato una cifra iniziale di almeno 243 milioni di euro per risanare la città, ma, in tempi di crisi, l’opera di ricostruzione resta incerta, perché chiunque sa che il comune romano non dispone di una cifra così ingente ed il Governo non può metterli a disposizione. Strade ed infrastrutture danneggiate o distrutte, dunque, dovranno aspettare non poco, prima di essere risanate, ma il Direttore del centro di ricerca per il Trasporto della Sapienza, Francesco Filippi, denuncia un più grave rischio di immobilità per i cittadini: “A Roma manca il Road Asse Management adottato, ad esempio, da Società Autostrade: una manutenzione periodica, scientifica per evitare di dover intervenire nell’emergenza su strade ormai levigate e gravemente lesionate”, ha affermato il professore.

Bisogna anche fare i conti con i cittadini romani e le difficoltà da loro superate in questo periodo di maltempo: “In questa settimana di disagi”, continua Filippi, “i romani hanno trascorso nel traffico 10 ore in più del solito, circa un’ora e mezza al giorno in più. Senza contare tutti coloro che non sono proprio potuti uscire di casa, per strade allagate e chiusure. Colpa di una mancata progettazione del territorio.” Anche l’Associazione Costruttori Edili Roma, che dovrebbe occuparsi della ricostruzione e manutenzione delle strade cittadine, ha confermato la valutazione del professor Filippi sull’assetto urbano e sulla pianificazione dell’intervento in casi difficoltosi come quello attuale: “Sulla manutenzione delle strade della nostra città, serve un cambio di passo”, ha dichiarato in una nota il presidente Edoardo Bianchi, “abbandoniamo la logica dell’emergenza fatta di pronti interventi e manutenzione ordinaria fin qui seguita. Bisogna modificare la strategia per non proseguire a buttare i soldi in interventi che inevitabilmente non risolvono alla radice il problema. Serve una pianificazione seria“, ribadisce.

La Capitale dovrà far fronte ad un ingente dispendio di energie e risorse finanziarie, così come i suoi abitanti, ma il punto è che, se privi di mezzi propri a causa di spese a cui non si riesce più a far fronte o di danni irreparabili che non risparmiano alcun mezzo di spostamento della persona, neanche gli enti per i mezzi pubblici, Atac ed Ama, possono garantire i propri servizi e Roma rischia la paralisi.