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Stamina: Vannoni rinviato a giudizio per tentata truffa

Stamina – Vannoni, il presidente della Stamina Foundation, è stato rinviato a giudizio nel processo per la tentata truffa alla Regione Piemonte; lo ha deciso il gup di Torino, Luca Del Colle. Il processo inizierà il 3 aprile.  

La vicenda è quella relativa alla richiesta alla Regione Piemonte di un finanziamento di 500 mila euro, prima concesso e poi revocato, per un laboratorio sulle cellule staminali. Il fatto contestato risale al 2008, quando Vannoni cercò di ottenere un finanziamento da 500mila euro per usare le staminali senza avere i requisiti scientifici e inventandosi addirittura l’esistenza di sei pazienti, come sostiene il pm Giancarlo Avenati Bassi. All’epoca la Regione Piemonte scelse di destinare mezzo milione all’associazione rigenerativa Onlus (di recente non dichiarata una Onlus) con sede legale in via Giolitti 41, di cui è socio Vannoni. Il finanziamento venne suddiviso in due tranche, una da 350mila euro e una da 150mila, per la realizzazione di un “laboratorio per lo sviluppo di tecnologie biomediche applicabili nell’ambito della medicina rigenerativa con l’utilizzo di cellule mesenchimali adulte autologhe”. La delibera, già firmata e protocollata, venne poi bloccata in extremis.

Vannoni commenta così il suo rinvio a giudizio: “Speravo che la vicenda si risolvesse già oggi, vuol dire che dimostreremo in dibattimento la mia innocenza. Sono assolutamente sereno. Non sono io a dire che non ho commesso il reato, a parlare sono i documenti e li porteremo in dibattimento”. Dello stesso parere di Vannoni è il suo avvocato, Roberto Piacentino, secondo cui il fatto si è consumato nel 2007 e quindi il reato sarebbe prescritto. Il legale stesso afferma: “Faremo valere le nostre ragioni in dibattimento. Credo che Vannoni verrà al processo”. Vannoni è tornato a parlare anche dei suoi pazienti: “Stanno cercando in tutti i modi di fermarci, ma non abbandoniamo i pazienti: ci sono 150 persone che hanno diritto di curarsi con Stamina e sono in lista d’attesa. Spero che questa decisione del gip non infici la battaglia che stiamo portando avanti per curare i pazienti. Ci sono i malati in cura e quelli che hanno vinto una causa e aspettano di potersi curare: la nostra battaglia è per loro, e non ci fermeremo”.

Fonti: corriere