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Calabria choc: prete intratteneva relazioni omosessuali in chat

Prete – L’ omosessualità pare non essere più un grande tabù della Chiesa cattolica. E’ noto il recente atteggiamento di apertura che Papa Francesco ha rivolto alle comunità omosessuali e transessuali, ammettendo che la diversità esiste e, in quanto tale, va accettata e rispettata, senza però dimenticare le linee guida della nostra religione. Altra storia è, però, quella che VNews 24 sta per raccontarvi e che scoperchia un tanto enorme quanto scomodo vaso di Pandora.

La vicenda, dai contorni alquanto insoliti, arriva dalla Calabria. Un prete 32enne della Locride avrebbe intrattenuto relazioni omosessuali in chat con un ragazzo di circa 25 anni. Il prelato, svestiti gli abiti religiosi che gli permettevano di condannare dal pulpito le inclinazioni sessuali giudicate “malate” dalla Chiesa, svelava la sua vera natura adescando giovani su Facebook. Tra le domande poste al ragazzo dal prete per conoscerlo meglio, molte riguardavano il suo orientamento sentimentale. “Quando hai scoperto di essere gay? I tuoi lo sanno?”, chiedeva il “don” al 25enne. La conversazione tra i due uomini, in breve tempo, assumeva toni sempre più accesi: “Hai mai fatto sesso con un prete?”, chiedeva il prelato con assoluta nonchalance al giovane, la stessa che gli faceva ammettere, nel corso della “bollente” chattata di essere gay e di aver deciso di vestire l’ abito sacerdotale perchè, grazie ad esso, si sentiva tutelato e maggiormente libero di essere se stesso.

La vicenda, inutile dirlo, ha destato scalpore e scandalo nella piccola comunità calabrese. Il toto-sacerdote, come prevedibile, è partito. Assidui frequentatori della parrocchia e semplici concittadini si domandano chi possa essere il protagonista di questa scomoda vicenda, suddivisi tra “innocentisti” e “colpevolisti”. “Se a preti e suore concedessero la possibilità di sposarsi, certi scandali non accadrebbero”, sostiene un cinquantenne del luogo. Gli fa eco una sua conterranea: “Ci indignamo per lui, ma chissà quanti altri ce ne sono…questo almeno scrive con il suo nome e cognome”. Contro il prete gay si schierano, invece, alcuni ferventi cattolici: “Mi fa orrore. Mi sa di un povero uomo solo, bisognoso di trovare la sua identità perduta”, sentenzia una donna, mentre un ragazzo ammette: “Conosco molti parroci della Locride, alcuni ce li ho anche tra i contatti di Facebook e posso dire che sono ottimi servitori di Dio. Per me questo prete deve lasciare tutto e seguire le sue passioni. Fuori dalla Chiesa, però”.

La dichiarazione più sconvolgente, però, è stata pronunciata, in queste ultime ore, proprio da un insospettabile. Un parroco di “servizio” a Reggio Calabria, interpellato a proposito di questa vicenda, ha dichiarato candidamente: “Di cosa vi meravigliate? Nella Locride e non soltanto lì c’è persino qualche prete che ha dei figli!”, mentre torna in queste ultime ore alla mente una notizia che destò scalpore durante la scorsa estate: l’ istituzione di un sito internet dedicato ai sacerdoti omosessuali, con tanto di chat e forum, nato per organizzare incontri e scambiarsi opinioni. Il dibattito sulle posizioni opposte tra Chiesa e comunità “arcobaleno” resta aperto, mentre emerge dalle ceneri del perbenismo cattolico la nuova figura del prete 2.0.