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Piero Pelù, dichiarazioni choc contro Renzi: “Non vogliamo elemosina”

 

 

“Il boy scout di Licio Gelli”. Comincia così l’ affondo al “vetriolo” del rocker fiorentino Piero Pelù al Premier Matteo Renzi, reo di fare l’ elemosina agli Italiani con gli arcinoti 80 euro in più in busta paga. Il frontman dei Litfiba ha manifestato tutto il suo dissenso contro la manovra mandata avanti dal Segretario del PD nel corso del maxi concerto del Primo Maggio tenutosi ieri a Roma. “I veri nemici sono interni: si chiamano disoccupazione, ‘ndrangheta, camorra”, ha continuato Pelù, accusando Renzi di non creare occasioni di lavoro per i giovani, condannando così tutti i lavoratori italiani a cedere alla poco allettante possibilità di esercitare professioni in nero.

 

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“TUTTI BRAVI IN TEMPI DI ELEZIONI”. Le dichiarazioni accese di Piero Pelù hanno scatenato reazioni contrastanti. Alcuni hanno accusato il cantante di aver offeso tutti i cittadini che vivono con misere pensioni o stipendi da fame. Per mettere a tacere queste voci, il cantante fiorentino ha spiegato meglio il suo pensiero su Facebook, approfittando di questa occasione per rincarare la dose contro il Governo Renzi. “Non volevo offenderVi, a Voi va tutto il mio rispetto e solidarietà!”, esordisce il post di Pelù, indirizzato in primis agli onesti contribuenti e lavoratori nostrani che da tempo soffrono a causa della dilagante crisi economica che sta colpendo il Paese. “Io parlo da persona libera da schermi, partiti e/o movimenti – continua Piero Pelù – ho avuto a che fare abbastanza con la politica italiana per capire che questa mossa da 80 euro di Renzi è una trovata pre-elettorale. Tutti bravi, tutti buoni, ma solo in tempi di elezioni”, ironizza il rocker.

La diatriba tra Piero Pelù e Matteo Renzi affonda le proprie radici sin dal 2007, quando – a detta dei sostenitori del leader del PD – l’ allora sindaco di Firenze negò al cantante l’ autorizzazione a divenire direttore artistico della kermesse estiva FI.ESTA. Pelù, però, si è affrettato a rimandare velocemente le accuse al mittente, specificando che lasciare la direzione artistica dell’ Estate Fiorentina fu una sua scelta: “Non mi piacevano i giochi sporchi che si facevano con il denaro pubblico”. Nuove scintille si accesero tra i due contendenti lo scorso settembre, in occasione dei Campionati di ciclismo che si tennero nel capoluogo toscano. “Prima del PDL, asfalta le buche” dichiarò il giudice di “The Voice of Italy” quando Renzi, in piena campagna elettorale, prometteva di dare filo da torcere a Silvio Berlusconi. Un nuovo affondo ai “renziani dichiarati” Pelù lo diede nel novembre 2013: all’ amico Jovanotti, che dichiarava tutto il suo “amore” per il Premier, il rocker rispose: “Sei un ruffiano”.

 

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REAZIONI POLITICHE. Le reazioni politiche alle parole di fuoco di Piero Pelù non si sono fatte attendere. La renziana Pina Picierno ha seccamente risposto alle provocazioni del rocker fiorentino, sostenendo che “Quando la politica va veloce, il rock va lento. Piero Pelù, più reality e meno vita reale!”, ironizzando sull’ impegno televisivo di Pelù, impegnato nel talent musicale “The Voice of Italy”. Fa eco alla Picierno Matteo Marcucci, Presidente della Commissione Cultura del Senato: “Delle dichiarazioni di Pelù non mi importa nulla”. La deputata Lorenza Bonaccorsi paragona il leader dei Litfiba a Grillo: “Bravo solo ad insultare, perchè non sa più cantare”.

Solidarietà a Pelù arriva, invece, da Forza Italia, Lega Nord e Movimento Cinque Stelle. Beppe Grillo ha riportato, nel suo blog, le dichiarazioni del cantante, introducendole così: “Pelù al concerto del Primo Maggio ha parlato di Renzie“. Stefania Prestigiacomo, di Forza Italia, sottolinea la faziosità e l’ ipocrisia nascoste dietro le reazioni risentite di Renzi e soci. “Se al Governo ci fosse stato Berlusconi, le battute ironiche del signor Pelù si sarebbero trasformate in plauso”. La Lega Nord ha fatto sentire la sua voce in proposito con una nota del capogruppo alla Commissione Lavoro alla Camera Massimiliano Fedriga. “E’ imbarazzante che il PD e Pina Picierno si preoccupino di rispondere a Piero Pelù invece di dare risposte concrete a quel 42,7% di giovani disoccupati”. La polemica, intanto, divampa.

 

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