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Mileto, strage di cani avvelenati: corteo silenzioso di protesta

 

 

Si chiamavano Poldo, Niky e Lulù. Erano amati, accuditi dall’ intera comunità di Mileto, piccolo centro nel Vibonese che a questi cani aveva dedicato cure ed attenzioni, ricevendo in cambio code scodinzolanti ed affetto incondizionato. Poldo, Niky e Lulù erano tre cani innocui e ben inseriti nel contesto sociale del paese, fedeli ai propri “padroni” come solo il migliore amico dell’ uomo sa essere. I “cani di tutti”, come sottolineato con dolore e sdegno dagli abitanti di Mileto, sono stati barbaramente uccisi con della carne avvelenata. Un gesto vile e vigliacco, perpetrato ai danni di tre cuccioloni indifesi la cui unica colpa è stata quella di fidarsi incondizionatamente del genere umano.

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FIDUCIA VIOLATA. E’ ancora mistero sull’ identità dell’ assassino dei tre cani avvenuto a Mileto. La persona – o il gruppo di  persone – che ha perpetrato questo terribile gesto, avrebbe avvicinato i cani approfittando della loro disponibilità ad interagire con l’ uomo e, boccone di carne alla mano, avrebbe somministrato un letale veleno ai tre animali. I volontari, arrivati quando oramai non c’ era più nulla da fare, avrebbero trovato i corpi di Poldo, Niky e Lulù riversi in via Bologna.

Inspiegabili sono anche le motivazioni legate a quest’ atto incivile e irrispettoso della vita altrui. I tre cani non avevano contenziosi con nessun abitante del posto, anzi. “Erano i cani di tutti – si legge sulla pagina ufficiale di Facebook dedicata ai tre “pelosetti” – di tutti coloro che si sedevano in piazza con loro accanto, di tutti coloro che hanno riso della loro goffaggine, di tutti coloro che provvedevano alle loro cure, di tutti coloro che li hanno accolti in farmacia o dentro l’edicola, di tutti coloro a cui hanno fatto compagnia nelle notti d’estate. Non erano solo cani, erano i nostri cani“. Queste parole, cariche di affetto per i tre cani e di dolore per la loro morte ingiusta, testimoniano quanto i cuccioloni fossero integrati nella comunità di Mileto. A chi dava fastidio l’ inserimento di Poldo, Niky e Lulù all’ interno della quotidianità paesana e soprattutto, perchè?

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“VERGOGNA!”. La popolazione di Mileto non è rimasta a guardare impassibile la fine dei propri “cittadini onorari”. Nella serata di ieri infatti, i “compaesani” di Poldo, Lulù e Niky si sono dati appuntamento in piazza Pio XII per intraprendere un corteo silenzioso lungo le principali strade del paese. L’ iniziativa, promossa dalla pagina Facebook ufficiale dedicata a questa “marcia per non dimenticare”, si propone l’ intento di non spegnere i riflettori su questa strage immane di cani che colpisce non solo Mileto, ma l’ intera comunità calabrese.

Striscioni, t-shirt, volantini e la inossidabile compagnia dei fedeli amici a quattro zampe hanno scandito l’ incedere, rispettoso ed intenso allo stesso tempo, di questo corteo, il cui silenzio è risultato essere più assordante di qualunque manifestazione molesta. “Giustizia” e “Vergogna” sono state le parole chiave della marcia: erano riportate ovunque, erano impresse sui volti dei centinaia di partecipanti all’ evento e, soprattutto, erano scandite dai guaiti dei cani presenti al corteo, che piangono l’ improvvisa e drammatica morte di Poldo, Lulù e Niky, i tre amatissimi cuccioloni di Mileto.