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Caso Gambirasio, nuove indiscrezioni sul DNA di Bossetti

 

 

Nuove indiscrezioni trapelano sull’ intricato caso dell’ omicidio di Yara Gambirasio, la giovanissima ragazza di Brembate di Sopra rapita ed uccisa quattro anni fa, reato per il quale è attualmente tenuto sotto custodia il muratore 44enne Massimo Giuseppe Bossetti. E’ notizia freschissima che all’ uomo verrà concessa la possibilità di incontrare sua moglie Marita Comi, che non smette di urlare a gran voce l’ innocenza dell’ uomo. Bossetti e la Comi non si vedono dallo scorso 15 giugno, quando il presunto assassino di Yara Gambirasio è stato fermato e portato via dalle forze dell’ ordine. La sua posizione è particolarmente delicata: Bossetti sarebbe, infatti, incastrato dall’ inconfutabile prova del DNA, che ha portato alla luce anche una choccante rivelazione sul passato della madre del muratore, che avrebbe avuto una relazione extraconiugale dal quale sarebbero nati, appunto, Bossetti e la sua gemella, Laura. La donna continua, però, a negare l’ evidenza.

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LA DIFESA: “ELEMENTI INTERESSANTI”. La novità più eclatante che si registra, in queste ore, sul caso Gambirasio è stata esposta dagli avvocati difensori di Massimo Bossetti,Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni. I legali del muratore avrebbero, infatti, trovato una spiegazione plausibile alla presenza, sugli indumenti di Yara Gambirasio, del DNA del loro assistito. Bossetti ha raccontato ai suoi avvocati di aver subito un furto, regolarmente denunciato, di alcuni attrezzi da lavoro dal suo furgone poco prima della scomparsa della 13enne. L’ indagato non aveva mai fatto menzione di tale episodio agli inquirenti prima di adesso. Dall’ automezzo da lavoro dell’ uomo, un Iveco Daily la cui “storia” sarebbe posta sotto la lente d’ ingrandimento dagli investigatori, sarebbero stati sottratti una livella elettronica, un distanziatore, una bindella e due scalpelli. Uno dei due scalpelli – a punta acuminata – potrebbe essere l’ arma con la quale il killer avrebbe inferto i colpi letali sul corpicino della povera Yara Gambirasio.

La storia, per certi versi inverosimile (il DNA di Bossetti è stato trovato sugli slip di Yara: come potrebbe essere arrivato su un indumento così intimo attraverso gli attrezzi di Bossetti?), è al vaglio degli inquirenti, mentre si continua a lavorare su altri elementi piuttosto controversi come, appunto, il probabile “restauro” dell’ automezzo di Bossetti. Sotto esame anche i computer della famiglia dell’ indagato, sui quali verrà eseguito un approfondito backup (al fine di trovare eventuali elementi compromettenti nascosti o cancellati), le dichiarazioni dei testimoni (in primis, quella rilasciata dalla titolare del centro estetico vicino casa dei Gambirasio, frequentato abitualmente da Bossetti) ed il traffico telefonico di Bossetti in quella drammatica serata di novembre in cui la piccola Yara sparì, per non fare più ritorno da viva a casa sua.

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