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Scozia, tutto il mondo in attesa: si vota per l’indipendenza

SCOZIA – Tra pochissime ore tutti i cittadini scozzesi si recheranno alle urne per decidere il futuro del proprio Paese. “Should Scotland be an independent country?”: questa è la storica domanda a cui un popolo intero dovrà dare una risposta definitiva. La Scozia dovrebbe essere un paese indipendente? Un interrogativo che segnerà una svolta cruciale nella storia della Gran Bretagna. Sono chiamati alle urne 4 milioni e 280mila cittadini residenti in Scozia, dai 16 anni in su: secondo i sondaggi almeno il 91% degli aventi diritto si recherà alle urne.

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LA STORIA – Dietro a un “sì” o a un “no” si racchiudono oltre quattrocento anni di storia. E’ il 1707 quando nasce il regno di Gran Bretagna: infatti, l’Atto di Unione sancisce la fusione tra Inghilterra e Scozia e la creazione della Union Jack, bandiera britannica che racchiude al suo interno sia quella scozzese che quella inglese. Tuttavia, la Scozia ha mantenuto da sempre autonomia in ambito ecclesiastico e giuridico. La rivalità tra Inghilterra e Scozia non è mai mancata, così come la richieste di maggiore indipendenza.

Così nel 1999 il governo di Tony Blair realizza la devolution: per la prima volta vengono istituiti un governo e Parlamenti scozzesi, in grado di legiferare su temi di scuola, giustizia, sanità e ambiente. Dopo l’elezione di Alex Salmond, capo dello Scottish Nazional Party, le pressioni aumentano notevolmente. Così il primo ministro inglese David Cameron e lo stesso Alex Salmond hanno concordato la data per il referendum sull’indipendenza scozzese: domani, giovedì 18 settembre 2014.

I SONDAGGI – Se fino a qualche mese “il partito dell’Indipendenza” era considerato una netta minoranza del Paese, oggi il risultato del referendum appare molto più in bilico. Infatti, separatisti e unionisti sono divisi da un filo di lana: gli ultimi sondaggi dicono che il 52% della popolazione voterà “no” all’indipendenza, mentre il 48% si esprimerà invece in modo favorevole. Domenica scorsa i punti di distanza erano otto: la forbice si è accorciata a soli quattro punti. Secondo quanto riportato dal quotidiano Telegraph, il futuro della Scozia è nelle mani delle donne, che costituiscono la percentuale maggiore degli indecisi, sempre secondo i sondaggi.

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SALMOND: “FACCIAMOLO” – Oggi il leader del movimento secessionista, Alex Salmond, in una lettera aperta ha esortato gli Scozzesi a votare “Sì”. “Facciamolo. Lo spazio per le parole è quasi esaurito. Restiamo noi, la gente che vive e lavora qui: gli unici che votano, coloro che contano. Il futuro della Scozia, il nostro paese, è nelle nostre mani”. Durante la campagna i toni sono stati molto accesi e il primo ministro scozzese ha più volte accusato gli Inglesi di aver organizzato un complotto contro l’Indipendenza Scozzese, coinvolgendo le grandi società britanniche e anche la BBC.

L’APPELLO INGLESE – Dall’altra parte tutti i partiti britannici sono uniti e spingono il popolo scozzese a riflettere sulle conseguenze politiche ed economiche che una loro secessione comporterebbe: fuga di banche, capitali, investimenti, ma anche una rivolta politica senza precedenti in Europa. Infatti, Catalogna, Irlanda del Nord, Paesi Baschi, Fiandre sono pronti ad indire referendum analoghi. Allo stesso modo, in Italia leghisti e separatisti sardi guardano con molta attenzione l’esito di questo referendum. Vincerà il cuore o la ragione?