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Sparatoria in una chiesa afroamericana: è strage

SOUTH CAROLINA – Sono nove le vittime di una sparatoria avvenuta nella chiesa africana metodista episcopale di Emmauel, a Charleston. Greg Mullen, il capo della polizia l’ha definita “la notte peggiore della mia vita” mentre ricostruiva le dinamiche della strage operata da un uomo armato che è entrato in chiesta nel mezzo di un incontro di preghiera e ha cominciato a sparare sui presenti. Tra le nove vittime, tutte afroamericane, c’è anche il pastore della chiesa, il reverendo Clementa Pinckney, di 42 anni, senatore democratico del Senato della Carolina del Sud. I sopravvissuti sarebbero ancora in stato confusionale e non possono essere interrogati.

L’assassino, non ancora catturato dalla polizia, sarebbe un maschio biondo di 21 anni. Mullen ha rivolto un appello ai media e alla popolazione perché stiano all’erta e ha messo una taglia sul sospetto. Il capo della polizia ha dichiarato: “Credo che questo sia un crimine legato all’odio razziale“, il sindaco afferma: ” È l’unica ragione per la quale qualcuno potrebbe entrare in una chiesa e sparare alla gente che prega. È l’atto più vile che si possa immaginare”. La sparatoria è avvenuta alle 21 nella chiesa nota come “Madre Emmanuel”, una chiesa storicamente nera, antica e sede di una delle più grandi congregazioni nere a sud di Baltimora, nel Maryland.

Il killer, che ha ucciso 9 persone, avrebbe risparmiato una donna, perché, secondo fonti locali, potesse raccontare a tutti quanto era accaduto nella chiesa. Tra i sopravvissuti c’è anche un bambino di 5 anni che era presente con la famiglia quando l’assassino ha aperto il fuoco. Il bambino sarebbe riuscito a salvarsi perché si è gettato istintivamente a terra e si è finto morto, secondo quanto riportato dai familiari alla stampa.