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Migranti, stato d’emergenza in Ungheria: oltre 60 arresti

La polizia ha dichiarato lo stato di emergenza in due contee ungheresi al confine con la Serbia. Un portavoce del governo ha dichiarato, infatti, che tale decisione permette alla polizia di avere poteri speciali e usare l’esercito nelle operazioni do sorveglianza. Sono stati arrestati 60 migranti a seguito dell’applicazione della nuova legge entrata in vigore oggi: stavano cercando di entrare in maniera illegale nel Paese partendo dalla Serbia. Il ministro serbo degli Affari sociali con delega all’immigrazione, Aleksandar Vulin, ha affermato: “Gli ungheresi non ci hanno mai detto che avrebbero chiuso il confine”.

Dall’inizio dell’anno, sono oltre 200mila i migranti arrivati in Ungheria secondo quanto riportato dalla polizia e la maggior parte proviene dalla Serbia. Oltre 500.000 migranti sono stati rilevati alle frontiere dell’Unione europea solamente nei primi otto mesi di quest’anno, 156mila sono ad agosto.

La polizia a cavallo ungherese sta sorvegliando il confine con la Serbia dalla mezzanotte di ieri per evitare l’accesso illegale da parte dei migranti. Da oggi, infatti, tale azione è considerata un reato punibile con l’espulsione o la condanna a tre anni di carcere. In base a questo, il portavoce del commissario Ue Dimistris Avramopoulos ha detto: “Abbiamo chiesto agli ungheresi di dare chiarimenti sulle nuove leggi e su come saranno attuate e andremo avanti nel dialogo con le autorità del Paese prima di trarre conclusioni”.