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Arabia Saudita, condannate a morte 47 persone e un leader sciita

ARABIA SAUDITA – Il ministero dell’interno saudita ha riferito di aver eseguito le condanne a morte di 47 persone che erano considerate responsabili di una serie di attentati del gruppo terroristico di Al-Qaeda. Tra i giustiziati risulta anche il nome del religioso sciita Nimr al-Nimr. Le esecuzioni sono state eseguite mentre venivano citati dei versetti del Corano. Il Gran muftì Sheikh Abdulaziz Al al-Sheikh è apparso in tv e ha dichiarato che le condanne sono state giuste. Gran parte dei condannati a morte erano ritenuti coinvolti in attentati compiuti tra il 2003 e il 2006 dal movimento terroristico Al-Qaeda.

Il religioso sciita, lo sceicco Nimr al-Nimr, imam della mosche di Qatif a Al Awamiyya, era stato condannato a morte nel 2015 per sedizione. Al-Nimr era stato arrestato nel 2012, in quanto sollevava delle proteste contro il governo saudita. Lo sceicco chiedeva la separazione della provincia di Qatif dall’Arabia Saudita e l’unione con il Bahrain. Il motivo principale è il fatto che la popolazione del luogo è di maggioranza sciita. La condanna di Al-Nimr aveva sollevato delle proteste in tutto il paese tanto che lo stesso Iran aveva minacciato Riad che l’esecuzione sarebbe stata “pagata cara”. Secondo fonti che provengono da diverse organizzazioni umanitarie, ammontano a 157 le condanne a morte eseguite in Arabia Saudita durante il 2015.