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Delitto di Pordenone, Teresa molestata da un computer della Caserma

Ci sono delle novità importanti per quanto riguarda le indagini relative al duplice omicidio di Teresa e Trifone, i fidanzati di Pordenone uccisi il 17 Marzo 2015.  Le molestie ricevute da Teresa Costanza potrebbero essere partite da un computer interno alla Caserma in cui Trifone Ragone prestava servizio. Inquietante e misteriosa anche la scomparsa dei tre anelli che la povera Teresa indossava abitualmente .

Le molestie. Ma procediamo con ordine e partiamo dalle molestie che Teresa Costanza, fidanzata di Trifone Ragone (entrambe vittime dell’atroce quanto misterioso duplice omicidio) ha ricevuto prima di essere uccisa. La giovane aveva ricevuto una serie di messaggi in cui veniva offeso il suo fidanzato Trifone. L’autore di questi messaggi denigratori pare essere Giosué Ruotolo, il militare di Somma Vesuviana attualmente indagato per l’omicidio della coppia di fidanzati. Ruotolo avrebbe creato un falso profilo Facebook al solo fine di molestare la fidanzata del suo commilitone. Il procuratore Marco Martani, in base a quanto riportato dal settimanale “Giallo”, ha dichiarato: “Si, questo profilo Facebook esiste davvero ed è stato creato per interferire nel rapporto tra Teresa e Trifone. Stiamo indagando per ricostruire la reale natura dei sentimenti di Ruotolo nei confronti della coppia di fidanzati”.

A metà dello scorso mese di Dicembre sono stati sequestrati alcuni hard disc utilizzati nella Caserma De Carli, di Cordenons, perché non si esclude che proprio da uno di questi computer possano essere partiti i messaggi molesti inviati a Teresa. Si indaga inoltre sulla posizione di Rosaria Patrone, fidanzata di Giosué Ruotolo, sospettata di aver “istigato” il suo fidanzato e di aver,a sua volta, utilizzato il profilo Facebook. Il legale della giovane chiarisce che la sua assistita non ha mai inviato alcun messaggio a Teresa Costanza.

 

Gli anelli. Inquietante e misteriosa è la scomparsa dei 3 anelli che Teresa Costanza usava indossare sempre, infilati l’uno sull’altro, sulla mano destra. Il giorno del duplice omicidio la ragazza indossava i tre anelli, non se ne sarebbe mai separata, sostiene Francesco Ragone (padre di Trifone): “Gli anelli erano in oro,Teresa non se ne separava mai”. soprattutto perché uno di questi era un regalo che i genitori del ragazzo avevano fatto all’amata nuora, era perciò per la ragazza molto prezioso.  Ma gli inquirenti hanno reso noto che gli anelli non erano presenti sul corpo esanime della ragazza, tantomeno sulla scena del crimine e non sono stati quindi repertati o restituiti alla famiglia.
Dove sono allora gli anelli a cui Teresa mai e poi mai avrebbe rinunciato? Sono stati forse sfilati dal killer e conservati come “feticcio”, come macabro ricordo dell’omicidio commesso? Attualmente l’unico indagato per il duplice omicidio resta Giosué Ruotolo, difeso dall’avvocato Roberto Rigoni Stern, che ne ribadisce l’estraneità al delitto. Rosaria Patrone, la fidanzata del militare, è accusata di istigazione, favoreggiamento e false attestazioni.