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Italiani uccisi in Libia: domani rientro delle salme

I corpi dei due italiani uccisi in Libia, Fausto Piano e Salvatore Failla, saranno restituiti all’Italia entro e non oltre martedì 8 marzo. Questo è quanto affermato dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che ha rassicurato che lo Stato italiano sta lavorando duramente per riportare le salme dei due ostaggi uccisi a Sabrata, città del nord-ovest della Libia. I due italiani furono rapiti nel luglio 2015 insieme a Gino Pollicardo e Filippo Calcagno che sono rientrati sani e salvi in Italia. Il governo italiano ha chiesto alle autorità libiche di non effettuare nessun’autopsia, e tale è anche la volontà dei famigliari dei due connazionali uccisi. L’esame, tuttavia, potrebbe essere già stato fatto, nonostante la richiesta formale dello Stato.

Secondo alcune ipotesi degli inquirenti, i quattro ostaggi potrebbero essere stati “venduti” ai sequestratori. I tecnici, durante il giorno del rapimento, hanno viaggiato insieme verso Melliah a bordo di un’auto guidata da un locale che, dopo il sequestro, è sparito senza lasciare alcuna traccia. Il viaggio in macchina è stato un cambiamento, in quanto i quattro italiani erano soliti trasferirsi da un luogo all’altro via mare. È possibile che i rapitori fossero stati informati di questo cambio di mezzo di trasporto, quindi il sequestro potrebbe considerarsi una sorta di “tradimento”. Secondo quanto raccontato da Pollicardo e Calcagno, i quattro ostaggi, durante i sette mesi di prigionia, hanno continuato a supplicare i rapitori a non venderli all’Isis. Per fortuna, i sequestratori hanno risposto che non l’avrebbero fatto.