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Dal muro ai fondi per l’aborto, ecco le manovre del presidente Trump

USA – Il presidente Donald Trump, insediatosi da pochi giorni alla Casa Bianca, ha già iniziato ad attuare alcuni dei cambiamenti che si era prefissato durante la campagna elettorale. Tra questi ci sono l’approvazione per la costruzione di una barriera sul confine con il Messico e il blocco dei finanziamenti per l’aborto. Secondo il New York Times, Trump sta inoltre preparando un decreto per ridurre in maniera drastica il coinvolgimento degli Stati Uniti nelle attività delle Nazioni Unite. “Sono un club di chiacchiere dove ci si diverte” ha dichiarato in un’intervista.

“Costruirò un muro sul confine messicano per ridurre le immigrazioni clandestine” aveva dichiarato Trump durante la campagna elettorale. Ieri, il neo presidente degli USA ha mantenuto la promessa firmando un ordine esecutivo per iniziare i lavori di costruzione. Inoltre, secondo quanto riportato dal Washington Post, ha firmato una serie di ordini per dare il via a un giro di vite sulle “città santuario”, dove gli amministratori locali si sono rifiutati di consegnare alle autorità gli immigrati regolari che dovevano essere espulsi. L’obiettivo di queste manovre è sempre lo stesso: ridurre il fenomeno dell’immigrazione irregolare, in particolar modo da paesi a maggioranza mussulmano i cui residenti sono considerati “esposti al terrorismo”. In risposta a queste manovre, il presidente del Messico, Pena Nieto, ha rinunciato a partecipare al vertice della Comunità degli Stati d’America Latina e dei Caraibi (CELAC) previsto per ieri ed oggi a Punta Cana, nella Repubblica Dominicana. I suoi delegati hanno ricevuto indicazioni di mostrarsi disponibili alle trattative a condizione però che queste rispettano i diritti umani degli irregolari e la libertà di rimesse di denaro degli emigrati.

Un’altra decisione che ha sollevato molte polemiche è stata quella di bloccare i finanziamenti del Governo Federale alle organizzazioni non governative che praticano l’interruzione di gravidanza. Una decisione questa che condizionerà la vita delle donne che hanno subito denunciato sui social l’ennesima mancanza di rispetto del presidente verso il genere femminile. “Non avendo più la possibilità di abortire che ne sarà di quei bambini indesiderati? – hanno dichiarato – Quanti di loro verranno gettati per strada?”. Domande queste comuni sul tema, anche se per gli USA non si tratta di una politica nuova. Trump infatti non è stato il primo ad introdurre le cosiddette “Mexico City Abortion Rules”: il provvedimento è stato introdotto nel 1984 dal partito dei repubblicani e, in genere, viene revocato dai democratici al cambio del presidente.