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Divorzio: a Milano nuove linee guida per determinare le spese extra dei figli

In questi giorni sono state approvate dal Tribunale e dalla Corte di Appello di Milano nuove linee guida per la determinazione delle spese extra dei figli di genitori divorziati. Giudici e avvocati specializzati hanno unito le forze per compilare queste linee guida al fine di snellire il contenzioso inerente alla materia. Un lavoro che, esteso all’intera Corte d’ appello, riguarda potenzialmente 6 milioni di persone. Le linee guida saranno presentate ufficialmente al Palazzo di giustizia il prossimo 11 dicembre.

Ci sono tutta una serie di spese che esulano dall’assegno di mantenimento fisso, come ad esempio i soldi spesi per medicine, visite mediche e gite scolastiche. Queste spese non sono comprese nell’assegno di mantenimento in quanto non preventivabili. I soldi spesi per far fronte a queste esigenze dei figli dovrebbero essere anticipate da un genitore e poi rimborsate dall’altro. Capita spesso però che gli ex coniugi non trovano un’accordo su quali spese sostenere per la propria prole. Ci si rivolge allora al sistema giudiziario che si trova obbligato ad impiegare tempo e risorse pubbliche per risolvere questi sciocchi contrasti. Le linee guida mirano dunque a ridurre il numero di questo tipo di controversie.

Giudici e avvocati hanno classificato quali spese devono essere concordate preventivamente e quali no. Le gite con pernottamento ad esempio rientrano tra quelle spese che devono essere  concordate prima , mentre le tasse delle scuole pubbliche no. E’ stata prevista una regola “antiabusi” secondo la quale il genitore che vuole effettuare delle spese straordinarie, deve coinvolgere l’altro genitore, che avrà 10 giorni di tempo per manifestare il proprio dissenso motivato. E’ stato inoltre chiarito che spese come la mensa e il cambio stagionale di abbigliamento rientrano nell’assegno fisso. Questi nuovi criteri riguardano anche i figli maggiorenni non indipendenti, le cui spese straordinarie devono essere determinate anche con l’accordo di quest’ultimi.