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L’alternanza scuola-lavoro conquista il terzo settore

La legge 107/ 2015, conosciuta molto bene come “La Buona Scuola“, ha previsto l’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro. Cioè, la legge obbliga gli studenti italiani ad un tirocinio formativo da svolgere in aziende e altri enti locali al fine di ottenere una formazione a 360 gradi, non solo teorica ma anche pratica e lavorativa.

La legge è stata introdotta anche in materia di promozione dell’occupazione, anche per motivare i giovani a proseguire con gli studi in un periodo storico in cui il lavoro manca, dando loro la possibilità di formarsi in un ambiente di lavoro e di essere inseriti più agevolmente nel mercato del lavoro.

A due anni dalla sua entrata in vigore, l’alternanza scuola-lavoro ha visto delle pesanti criticità. Gli studenti si sono orientati in percorsi che avvolte non avevano alcuna logica con il proprio percorso di studi, come fu per il caso del Liceo Scientifico Newton di Roma, dove gli studenti furono impegnati in un call center subendo violazioni dei diritti sui luoghi di lavoro. Mentre hanno raccolto maggiore successo  gli stage realizzati all’interno delle associazioni di volontariato.

Per legge è prevista la possibilità di fare un’esperienza di alternanza scuola-lavoro all’interno di organizzazioni non profit, dove accanto ad una formazione professionalizzante si favorisce, anche, la cura della crescita umana della persona. I ragazzi che vengono accolti all’interno di associazioni di volontariato sono inseriti in contesti professionali (strutture ospedaliere, scuole, centri per disabili, ecc.); ambienti che consentono loro di formarsi all’interno di una realtà lavorativa dove potersi mettere alla prova e farsi conoscere per realizzare un futuro collaborativo con un regolare contratto di lavoro. Ma le associazioni promuovono anche una formazione trasversale, che forma cioè, non solo il lavoratore, ma che plasma anche l’aspetto delle relazioni sociali e dell’entrare in empatia con l’altro.

Fare uno stage di alternanza scuola-lavoro all’interno di un’associazione di volontariato è un’esperienza che consente agli studenti di sperimentare in prima persona competenze tecniche, possibilità di conoscere le realtà associative, conoscere i bisogni del territorio ai quali esse rispondono, capire quali sono le soluzioni trovate dalle associazioni per rispondere a tali bisogni.

Negli ultimi anni, il Servizio Civile e l’alternanza scuola-lavoro,  insieme stanno aumentando l’impegno dei giovani nel volontariato, a discapito di una formazione più professionale e realizzata in azienda o in altri enti lavorativi.

Eppure per le aziende esistono dei Bonus per le assunzioni post alternanza scuola-lavoro. Secondo la legge di Bilancio 2017 sostiene quelle aziende che assumono entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio da parte degli studenti in alternanza scuola-lavoro con sgravi fiscali per il datore di lavoro nei primi 36 mesi dopo l’avvenuta assunzione.

Perché, allora, si preferisce fare volontariato?

Effettivamente i docenti conoscono poco o nulla del mondo del volontariato, non promuovono le attività sociali negli istituti tecnici e professionali. Al contrario, i licei, dove si realizzano maggiormente studi umanistici e poco legati al mondo delle aziende, sono più sensibili ai temi sociali. Non solo, i licei a stampo pedagogico e degli studi sociali, oggi, curano molto lo studio di come si realizza un progetto in ambito sociale, diritto ed economia studiati in ambito comunitario europeo, mercati e finanze che riguardano i rapporti con altri Stati e come l’immigrazione influenzi il nostro diritto e la nostra economia.

In effetti quello che fanno le associazioni di volontariato è proprio entrare in contatto con le scuole, ma anche progettare le proprie attività. Un esempio forte è il progetto TEU (Territorio Europa), che si impegna nella progettazione europea, sostenendo le organizzazioni di volontariato ed il Terzo settore a Roma e nel Lazio. Il valore aggiunto sta nel creare relazioni con gli enti presenti sul territorio, comprese le scuole. Gli studenti sono interessati a lavorare sulla progettazione, imparare a rispondere ad un bando, fare analisi di consulenza e supervisione per le fasi di rendicontazione. Perché operano in maniera pratica rispetto a quanto studiano nelle ore di scuola.

Il volontariato e la formazione scolastica hanno trovato una fusione formativa ottimale per rispondere al bisogno di un’educazione pratica e teorica degli studenti. Questo è il “segreto” del successo che si sta ottenendo nella realizzazione di formazione in alternanza scuola-lavoro unendo il mondo della scuola con il volontariato.