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Giochiamo a chi ce l’ha più lungo. Oppure no

La questione è spinosa e suscita da sempre parecchi dibattiti: le dimensioni del pene contano davvero? E se sì, quanto contano? Come tutte le donne, almeno una volta nella vita mi è capitato di fare sesso con uomini poco dotati. Voglio dire, non ho alcun problema con i peni piccoli, anzi. A volte è bello poter tirare un sospiro di sollievo e pensare “oh mio dio, almeno stasera non dovrò fingere di essere miracolosamente nata priva di riflesso faringeo” e il pensiero che il sesso orale sarà per forza di cose un successo influisce positivamente sulla mia autostima.
 
Voglio inoltre tranquillizzare i normo o poco dotati all’ascolto: il pene più è grande più di solito è bello da vedere, ma poi provate voi a doverlo far entrare in luoghi che non sono anatomicamente predisposti per ospitare oggetti. Insomma, da donna, a volte potersi rilassare e godere del sesso senza troppe “ansie da prestazione” può produrre un amplesso di gran lunga più soddisfacente.
 
È bene ricordare a tutti i gradassi con il righello in mano in circolazione che il sesso non sarà mai solo una questione di centimetri – altrimenti ci masturberemmo tutte con una clava – ma ci sono almeno mezzo milione di fattori ancora più importanti, che lo vogliate o no: la complicità, l’attrazione, la chimica, l’impegno e anche un minimo di altruismo.
 
Quando vai a letto con un uomo dal pene piccolo è lecito chiedersi “Come farò a godere se il suo cazzo ha lo spessore di un grissino?”, ma non tutte le esperienze sono destinate a rivelarsi traumatiche solo a causa delle dimensioni del suo pene.
Per esempio, ho frequentato per lungo tempo un tizio per cui avevo un’enorme cotta nonché una fortissima attrazione mentale e potrete facilmente immaginare la mia iniziale delusione quando ho infilato una mano nei suoi pantaloni chiedendomi che fine avesse fatto il suo cazzo.
Di fatto, la penetrazione non è mai stata indimenticabile, ma la sua sicurezza e la sua abilità nel sottomettermi come piace a me bastavano sempre a far schizzare la mia eccitazione alle stelle, mettendo tutto il resto in secondo piano.
 
L’altro lato della medaglia è che, a volte, quando un uomo sa di avere un grosso pene, capita che sia convinto che gli basti quello per procurarti piacere (sempre che questo aspetto sia di suo interesse, ma questo è un altro discorso) e sta lì a fare noiosamente avanti e indietro dentro di te senza davvero sentirti o prestare attenzione alle tue esigenze. I piccoli peni invece sono al contrario desiderosi di soddisfare ogni tua perversione, forse perché consci del loro limite e così eccoli lì a lavorare alacremente per renderti una donna felice cercando di smontare il più grande cliché costruito dall’industria del porno.
 
Per rendere questo pezzo meno buonista di quello che vuole sembrare, confesserò con tristezza che succede che i piccoli peni siano anche dei pessimi amanti e allora lì arrendersi e continuare in solitudine appare l’unica soluzione sensata. Ma questo è di solito un discorso che prescinde la lunghezza o lo spessore di qualsiasi pene, essendo più che altro il risultato di quei famosi fattori sopracitati che rendono un amplesso meritevole o meno di essere goduto (e ricordato).
 
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Donne, cancellate quindi dalle vostre facce quegli sguardi di commiserazione: lasciate che sia lui a condurre il gioco, senza dare troppa importanza alle dimensioni e cercate di divertirvi.
Sono e sarò sempre una fan dei grandi peni, i grandi peni sono bellissimi! Ma ci sono cose che possono smontare il mio entusiasmo con molta più facilità, come per esempio la totale incapacità di praticare del sesso orale o semplicemente baciare, i moralismi da letto oppure chi si scandalizza alla vista di un po’ di pelo pubico – ecco, sono tutte cose che mi fanno inaridire molto più di qualche centimetro mancante.
 
Penny Lane