VNews24

Confermata la cancerogenesi da alcol nelle cellule staminali

Un buon bicchiere di vino o un drink contengono una quantità variabile di alcol etilico, che esplica effetti temporanei di euforia, di alterata percezione sensoriale e lettura della realtà circostante a livello del sistema nervoso centrale, ma quello che sembra avere delle ricadute più gravi per la  salute sarebbe, secondo una ricerca del Sanger Institute e del laboratorio di biologia molecolare dell’University of Cambridge, è l’alterazione del Dna, la molecola essenziale per il corretto funzionamento della cellula.

Il consumo costante di alcol solo nel Regno Unito sarebbe responsabile ogni anno di migliaia di casi di cancro a riprova che l’uso della sostanza in questione altera la funzionalità cellulare; basti pensare che lo smaltimento dell’alcol etilico all’interno dell’organismo richiede un super lavoro per le cellule epatiche dal momento che all’interno di esse apposite proteine dette enzimi, in particolare l’alcol deidrogenasi, hanno il compito di neutralizzare la sostanza tossica, convertendola in sostanza metabolica inattiva e priva di effetto neurotropo ossia in grado di alterare la fisiologia cerebrale. Il problema è che l’alcol etilico viene trasformato attraverso le reazioni metaboliche in acetaldeide, una molecola, che secondo lo studi sperimentale, danneggerebbe il Dna.

Si è visto come topi mutanti con una variante difettosa del gene che codifica le informazioni per l’enzima aldeide deidrogenasi 2, abbiano un rischio maggiore di insorgenza del cancro a causa del deficit della sostanza, che non sarebbe in grado di smaltire l’alcol, con la conseguente alterazione della struttura cromosomica e della sequenza nucleotidica della doppia elica del Dna: infatti, nelle cellule staminali del sangue si manifestano frequenti i cambiamenti nella struttura cromosomica e dell’assetto dei geni all’interno del nucleo della cellula.

Gli animali con la corretta versione del gene per la deidrogenasi, invece, sono in grado di neutralizzare l’alcol etilico trasformandolo in acetato, una molecola innocua, che, anzi, risulta essere un intermedio metabolico importante come fonte di energia per le cellule. Nell’uomo, sembra che il meccanismo di detossificazione cellulare da accumulo di alcol funzioni con meccanismo similare a quello misurato nei topi da laboratorio, evidenziandosi analoghe alterazioni del Dna, specie nelle cellule staminali, quelle cellule che presiedono, non solo nell’embrione, ma anche nell’adulto al turn over e alla differenziazione cellulare.

Una ragione in più per vivere la millenaria passione per il derivato dell’uva e delle fermentazioni di varie fonti glucidiche, che da nettare degli dei si trasforma in cancerogena mutazione del Dna, con criterio e saggia posa!