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Governo: il piano alternativo di Mattarella se fallisce intesa M5S-Lega

Sono ore febbrili quelle che si stanno vivendo tra i meandri della politica italiana. La trattativa tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini per la formazione di un nuovo governo M5S-Lega è partita già da alcuni giorni ma, ad oggi, non si è ancora giunti ad una soluzione definitiva sul programma, sul nome del Premier e sulla lista dei ministri.

Di recente, i due leader si sono recati distintamente al Quirinale per illustrare la situazione al Presidente della Repubblica, lasciando intendere che, anche se i contatti stanno andando avanti costantemente, al momento non sono ancora in grado di presentare ufficialmente la nuova squadra di governo, chiedendo così ulteriore tempo al Capo dello Stato. Quest’ultimo avrebbe acconsentito alla richiesta di Di Maio e Salvini, fissando a lunedì prossimo il termine ultimo per avere finalmente una risposta definitiva sull’esecutivo giallo-verde che dovrebbe essere chiamato a guidare il Paese.

Tuttavia, secondo fonti vicine a Sergio Mattarella, riportate da “Il Giornale”, pare che dal Colle si stia iniziando a manifestare una certa impazienza verso questa continua situazione di stallo che, ormai da più di due mesi, impedisce all’Italia di avere una maggioranza in Parlamento. E così, se dopo l’ulteriore proroga concessa ai leader della Lega e del Movimento 5 Stelle non si dovesse ancora giungere alla stretta finale, il Capo dello Stato sarebbe pronto ad abbandonare questa strada per varare il suo piano alternativo che, inevitabilmente, virerebbe verso il cosiddetto “governo del presidente”. Se si dovesse arrivare a questa soluzione, Mattarella potrebbe chiedere a Salvini e Di Maio di ammettere pubblicamente di aver fallito le loro negoziazioni, e di doversi fare da parte per non essere stati in grado di formare una nuova squadra di governo.

A questo punto scenderebbe in campo nuovamente, e direttamente, il Presidente della Repubblica che, forte del mancato accordo tra i due partiti usciti vincitori dalle elezioni politiche del 4 marzo, darebbe il via all’esecutivo da lui pensato e studiato in questi mesi. Se si dovesse prospettare quest’ipotesi, l’unico problema per la prima carica dello Stato riguarderebbe la tempistica: infatti lunedì prossimo sarà già il 21 maggio e, anche se pare che Mattarella abbia già pronto il nome del “suo” Presidente del Consiglio con relativa lista dei ministri, il governo tecnico dovrebbe comunque rispettare i tempi della politica italiana, presentandosi sia alla Camera che al Senato per incassare una fiducia tutt’altro che scontata. Dunque, anche volendo muoversi con una certa velocità, si rischierebbe di arrivare ad un passo dall’8-9 giugno, periodo in cui in Canada si terrà il G7. Se così fosse, il Capo dello Stato sarebbe piuttosto restio ad avere, in quella circostanza, un capo del governo legittimato (forse) dal Parlamento poche ore prima, ma a quel punto preferirebbe confermare Paolo Gentiloni che ormai conosce bene tutte le questioni sul tavolo da affrontare e su cui confrontarsi con gli altri leader mondiali.

Insomma, anche se formalmente il Quirinale è andato incontro a tutte le richieste e alle esigenze di Salvini e Di Maio, pare che la pazienza stia ormai per finire, con Sergio Mattarella che sarebbe pronto a mettere in moto la macchina politica con il suo “piano B”, per dare un governo (a questo punto tecnico) all’Italia, in caso di un’ulteriore fumata nera tra i leader di Lega e Movimento 5 Stelle.

Patrizia Gallina