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California, svolta epocale: sospesa la pena di morte

Lo Stato della California ha deciso: da oggi verrà sospesa la pena di morte. Reintrodotta nell’ordinamento nel 1976, l’ultima esecuzione era avvenuta nel 2006 e finora ci sarebbero ben 740 detenuti in lista d’attesa. Del resto, la sezione del penitenziario californiano conosciuta come “braccio della morte” è da sempre una delle più affollate degli Stati Uniti.

Adesso, però, la situazione è destinata a cambiare: il governatore della California, Gavin Newsom, ha annunciato di essere pronto a varare la moratoria sulle esecuzioni delle pene capitali. Una decisione che collima pienamente con il “modus operandi” dello Stato federale occidentale che negli ultimi anni ha fatto ricorso soltanto in 13 occasioni alle condanne a morte. Appena l’atto di sospensione entrerà in vigore, si procederà con la chiusura della cella destinata ad ospitare gli ultimi atti di vita dei pregiudicati che si trova nel penitenziario di San Quintino.

Il democratico Newsom considera la pena di morte un “fallimento”, poiché in tutti questi anni sono state operate delle vere e proprie discriminazioni nei confronti di imputati affetti da infermità mentale, latini, afroamericani e tutti coloro che solitamente non possono permettersi le spese legali per essere assistiti da un team di avvocati. Inoltre il governatore ritiene che una potenza come gli Stati Uniti che aspira a diventare un punto di riferimento mondiale, non possa permettersi di proseguire nel comminare condanne a morte, definite inaccettabili per una società civile.

Bisogna ricordare che l’esponente democratico, in qualità di governatore, non ha il potere di cancellare la pena capitale, ma solo di bloccarne le varie esecuzioni durante il suo mandato. Infatti, per eliminare definitivamente questo tipo di condanna, è necessario indire un referendum com’è avvenuto negli ultimi 6 anni, quando i cittadini californiani si sono sempre espressi per confermare la normativa già in atto. Nonostante ciò, Newsom è pronto a portare avanti la sua battaglia, come ha già fatto quando è stato sindaco di San Francisco dal 2004 al 2011.

Con la sua moratoria sulla pena di morte, l’attuale leader californiano, eletto a gennaio con un programma progressista basato su copertura sanitaria pubblica per tutti i cittadini, depenalizzazione della marijuana e legalizzazione dei matrimoni gay, segue la scia di altri Stati come Oregon, Pennsylvania e Colorado. Nel commentare la decisione di sospendere le esecuzioni capitali, Newsom ha spiegato che sono profondamente contrarie ai valori della California, in base ai quali: “Uccidere intenzionalmente un’altra persona è sbagliato”.

Patrizia Gallina