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Chico Forti, lo zio: “Da mesi non abbiamo notizie sul rientro, è stremato”

A Natale sembrava cosa fatta, ma sono passati sei mesi e ancora nulla è successo. Psicologicamente è stremato e in attesa ogni giorno che si sblocchi l’iter“.
E’ un nuovo appello al governo italiano quello lanciato dallo zio di Chico Forti, che da oltre 20 anni è detenuto negli Stati Uniti.
La condanna: ergastolo per un omicidio al quale si è sempre dichiarato estraneo.
La Farnesinadiceha fatto il suo lavoro, ora deve farlo il ministero della Giustizia.
Se la prima lettera alle autorità americane non ha avuto risposta, spero che la ministra Cartabia ne invii un’altra. Ormai le mail di Chico arrivano a singhiozzo. Nell’ultima, a parte cose personali, ha scritto che ha piena fiducia che le istituzioni italiane accorceranno il più possibile la sua attesa. Ma si capisce che è una situazione atroce
“.

Chico Forti: perché non è ancora rientrato in Italia?

Il Governatore della Florida aveva accolto l’istanza di Chico di avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo e di essere trasferito in Italia.
I mesi passano e non c’è ancora una data ufficiale del ritorno.
A cosa è dovuto il ritardo dopo l’annuncio di Di Maio?
Tutta colpa di problemi burocratici: i documenti, che il dipartimento della giustizia degli Stati Uniti avrebbe dovuto mandare al ministero della Giustizia per accordarsi sulla commutazione della pena e relativo trasferimento, non sarebbero mai arrivati a Roma.
Senza questi documenti Chico non può rientrare” – continua lo zio – “Lo aspettavamo il 14 febbraio per il compleanno della mamma che ha compiuto 93 anni, poi a Pasqua, infine a maggio. Invece, ancora niente. Siamo fermi al palo“.

Detenuto in Florida per l’omicidio di Dale Pike

L’ultima mail di Chico Forti è della settimana scorsa: si trova ancora in un carcere statale della Florida. Per l’estradizione in Italia deve essere prima trasferito in una prigione federale dal Dipartimento di giustizia americano“, dice lo zio.
Se il governo italiano non sollecita gli americani, loro di certo non si fanno prendere dalla fretta. Ormai le mail di Chico arrivano a singhiozzo. Nell’ultima, a parte cose personali, ha scritto che ha piena fiducia che le istituzioni italiane accorceranno il più possibile la sua attesa. Ma si capisce che è una situazione atroce“.
Nel febbraio del 1998 Dale Pike viene trovato assassinato sulla spiaggia di Sewer Beach, Miami. Chico viene accusato e processato.
Il 15 giugno 2000 l’ex produttore televisivo e velista è stato condannato all’ergastolo per un delitto del quale si è sempre professato innocente.
Non conoscevo Dale, non avevo motivi per eliminarlo” ha sempre detto Chico Forti.