VNews24

San Colombano al Lambro: assolto dopo 10 anni dall’accusa di stupro

Assolto dopo dieci anni dall’accusa di stupro nei confronti di una ragazza di 17 anni, avvenuto nel giardino di una discoteca a San Colombano al Lambro.
E’ questa la sentenza finale per un cittadino marocchino 36enne di Bologna, sposato con tre figli.
La vicenda, secondo l’accusa della ragazza, è avvenuta mentre lei era in stato incosciente ed era ubriaca, forse anche drogata.
La mattina seguente la giovane andò in Questura per sporgere denuncia e l’uomo venne accusato di violenza sessuale aggravata.

Il processo bis

L’uomo venne assolto in primo grado dal tribunale di Lodi ma la Procura fece ricorso in appello.
La Corte, così, in un primo processo risentì la persona offesa e condannò l’imputato a 5 anni di reclusione.
La difesa però fece il ricorso a sua volta in Cassazione, che annullò con rinvio a un nuovo Appello, sul presupposto che se in secondo grado viene riformata un’assoluzione bisogna ascoltare anche i testimoni della difesa, altri ragazzi presenti quella sera del 2011.
Nel nuovo processo la Corte di Appello di Milano, mercoledì 1 dicembre, ha assolto definitivamente l’uomo dopo un’odissea lunga 10 anni.

San Colombano al Lambro: la sera dello stupro

La Procura ha portato avanti il ricorso in appello, sostenendo lo stato di incapacità della vittima, non adeguatamente analizzato secondo la difese della giovane.
La ragazza ha raccontato di essere andata in discoteca con le amiche e di essere stata avvicinata dall’uomo per bere un drink, poi il malore e i ricordi confusi.
Ci siamo seduti su un muretto a bere un cocktail e dopo dieci minuti ho sentito un capogiro e non ho capito più nulla. Credo di aver perso conoscenza, quando mi sono ripresa ero a terra, allora ho capito..“, ha detto la ragazza.
La versione dei fatti della ragazza venne confermata anche dalla clinica Mangiagalli di Milano che, dopo una serie di controlli, fece scattare la denuncia.
La giustizia però non è riuscita a dimostrare la versione dei fatti della ragazza.