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Coronavirus: da lunedì alcune Regioni diventano arancioni

A partire da lunedì 24 gennaio molte Regioni d’Italia passeranno alla fascia arancione.
Domani il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sarà decisivo per la decisione.
Già da qualche ora, però, è possibile anticipare quali saranno le Regioni che cambieranno colore.
La certezza non ci sarà fino a quando il Ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà l’eventuale ordinanza.
Fondamentale l’occupazione dei posti letto per il Coronavirus in terapia intensiva e in area medica, determinanti per i passaggi in zona gialla, arancione e rossa.
Almeno fino a quando il Governo non deciderà di cambiare i parametri o di cancellare proprio il sistema a colori.

Coronavirus: le Regioni che diventano arancioni

Dai dati registrati quotidianamente dal portale Agenas, è evidente che molte Regioni sono destinate a cambiare colore.
Ad esempio per Umbria, Puglia e Sardegna dovrebbe scattare la zona gialla, visto il superamento delle soglie del 10% e del 15% in terapia intensiva e in area medica.
Altre Regioni, invece, sono destinate alla zona arancione, come Friuli Venezia Giulia e Abruzzo mentre è ancora incerta la situazione per Piemonte, Lazio e Sicilia.
Ad oggi, però, è possibile dire che da lunedì tre Regioni potrebbero passare in giallo e cinque in arancione.

Chi vuole rimuovere il sistema dei colori

La Conferenza delle Regioni ha sul tavolo una richiesta fondamentale: cancellare il sistema dei colori e rivedere il sistema del conteggio dei ricoverati in ospedale.
Ovvero distinguere i ricoverati per il Coronavirus dai pazienti che entrano per altri motivi e poi scoprono di essere positivi.
Sul tavolo anche la richiesta di modificare i termini della quarantena e quella di far rimanere in servizio gli operatori sanitari positivi per la mancanza di personale negli ospedali.
Una richiesta definita irresponsabile da Filippo Anelli della Fnomceo: “Se venisse attuata, tanto varrebbe abolire l’obbligo di vaccinazione“.
L’Anaao Assomed la definisce “sciagurata”: “Provocherebbe danni alla salute, trasformando i reparti ospedalieri in cluster di contagio, non possiamo proprio consentirlo“.
Il Ministro Speranza è aperto al confronto per le modifiche ma non vuole cancellare il sistema dei colori.