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Il cibo ci uccide: tutto quello che le multinazionali non ti hanno mai detto

Cibo e salute – L‘allungamento della vita media riscontrato nei paesi ad elevato “benessere”, nasconde profonde insidie. Andando a scavare nella qualità di questo fenomeno sociale, si scopre, infatti, che non è tutto oro quello che luccica, e se è vero che abbiamo dato anni alla vita, quello che veramente manca è dare vita agli anni. Le numerose patologie che affliggono le popolazioni sempre più invecchiate delle nostre socieà, sono numerose: si va dall’aterosclerosi, al morbo di Alzheimer, alle malattie cardiocircolatorie e soprattutto ai tumori. La ricerca scientifica e la medicina sono ormai concordi nel ritenere che il processo d’invecchiamento legato al trascorrere degli anni, sia in realtà un fenomeno che può essere tenuto sotto stretto controlla attraverso specifici e mirati comportamenti. Un ruolo fondamentale nel’allungamento della vita e nell’aumento della sua qualità, risiede nell’alimentazione. Salutisti, medici e scienziati sono tutti concordi nel ritenere che la caloric restriction (restrizione calorica) rappresenti un comportamento fondamentale per allungare la vita e migliorarne la qualità . Nel regno animale, le specie che presentano un bilancio energetico più alto (consumo energetico in Kilojoule per chilogrammo corporeo) come ad esempio i topi, vivono meno rispetto a quelle che ne hanno uno più basso, come ad esempio gli elefanti. Il fenomeno sembra in linea con il detto “La candela che arde col doppio dello splendore brucia in metà tempo”. Questa affermazione è del fisico e chimico inglese Michael Faraday (1791 – 1867) e risale alla metà del XIX secolo. Anche nella vita di tutti i giorni le cose vanno nello stesso modo. Quanto più spesso utilizziamo gli oggetti, tanto più velocemente questi si logorano, divengono difettosi o si restringono. Nei laboratori le cavie che ricevono un’alimentazione a basso tasso calorico (dal 20% in su) ma con tutti gli alimenti necessari, vivono fino al 50 % in più rispetto ai loro simili nutriti normalmente. Sull’isola di Okinawa, in Giappone, famosa per i suoi centenari, un’analisi dettagliata delle abitudini alimentari degli abitanti ha rivelato un apporto energetico sensibilmente più basso in confronto al resto del Giappone. Negli studi sperimentali condotti con gli uomini, si è riscontrato che ai soggetti a cui era somministrata una dieta ridotta,e variata, ma ricca di tutti gli elementi indispensabili, venivano riscontrati cali significativi della massa grassa, dei livelli d’insulina, dell’ormone T3 (prodotto della ghiandola tiroide) e di marcatori che favoriscono le infiammazioni. In un recente studio a breve termine, di sei mesi, è stato confermato che un’alimentazione a basso contenuto energetico porta ad una riduzione del valore dell’insulina a digiuno, della temperatura corporea, delle lesioni al DNA e dei grassi contenuti nel sangue. Per riassumere possiamo indicare quali meccanismi si mettono in moto nella caloric restrictionc per allungare la vita: 1) una ridotto stress ossidativo con forte limitazione di radicali liberi; 2) riduzione dell’ormone attivo della ghiandola tiroide T3 con un abbassamento dell’energia del metabolismo; 3) riduzione delle citochine (sostanze proteiche) nel sangue e contemporaneo aumento dell’ormone stressante anti-infiammatorio con la conseguenza d’incorrere in minori rischi di patologie infiammatorie croniche; 4) aumento della concentrazione nel sangue di sostanze coinvolte in meccanismi di riparazione e di difesa dallo stress. Quest’ultime aiutano ad eliminare molecole proteiche danneggiate e proteggono le cellule da influssi nocivi; 5) riduzione dei valori di glucosio e d’insulina nel sangue con minori rischi d’incorrere in malattie diabetiche; 6) un incremento nel livello d’attività della proteina codificata dal gene Sir2, protettrice del genoma; 7) attivazione della FOXO (“Forkhaed box O”). Il segnale FOXO regola nelle cellule umane, l’equilibrio tra divisione cellulare e morte cellulare prevista (apoptosi), importante, ad esempio, per eliminare cellule danneggiate e attivare importanti enzimi antiossidanti. E’ stato ampiamente dimostrato, poi, che il consumo di abbondanti quantità di frutta e verdura, pesce, alimenti integrali e abbondante acqua sia un vero e proprio toccasana,  fonte di vitalità e lucidità mentale. Per contro un’alimentazione ricca di pane, pasta, carne, insaccati, fritti, liquori, caffè e dolciumi sia portatrice di numerose malattie debilitanti e determini un’accorciamento della vita e/o all’abbassamento della sua qualità. Morale: mangiare meno e con più qualità allunga la vita, ci rende più forti e rallenta il processo d’invecchiamento.