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Le avversarie dell’Italia ad un mese dai Mondiali: tutto sull’Uruguay

Mondiali – Manca un mese alla partita di inaugurazione dei Mondiali 2014: 12 giugno, ore 17.00, Brasile-Croazia. L’Italia si trova nel girone D insieme ad Uruguay, Costa Rica ed Inghilterra: non uno dei sorteggi migliori. Per rendere l’idea è sufficiente riportare le reazioni dall’Inghilterra, sin da subito disperate: “Che Dio ci aiuti”, ha titolato il Sun, ribattezzando questo come “il girone della morte”. Gli azzurri di Cesare Prandelli debutteranno il 19 giugno a San Paolo proprio contro l’Inghilterra di Roy Hodgson. Ora scopriamo ed analizziamo i nostri avversari. Prima puntata: l’Uruguay di Tabarez.

LA STORIA – Nel 1930 l’Uruguay è la prima nazione ad ospitare e vincere i Mondiali di Calcio in una tesissima finale contro gli storici rivali argentini. A questo proposito due aneddoti meritano di essere raccontati:  l’arbitro, il belga Langenus, chiede ed ottiene per arbitrare il match un’assicurazione sulla vita in favore della sua famiglia e una nave pronta a salpare verso l’Europa entro un’ora dal fischio finale. L’altro vede come protagonista l’attaccante Anselmo, che scappa dallo stadio preso dal panico. In questo clima la Celeste si impone per 4-2 ed alza al cielo la prima Coppa del Mondo. Per vent’anni la nazionale uruguayana sparisce dalla scena internazionale, fino ai mondiali in Brasile del 1950, vinti proprio contro i padroni di casa con il risultato di 2-1. Il capitano Varela alza la seconda e ultima Coppa del Mondo del suo Paese in un Maracanà ammutolito. Segue un lungo declino, fino alla ripresa degli anni ’80: vince nel 1981 il Mundialito (a cui partecipano tutte le squadre vincitrice di una Coppa del Mondo) e due Coppe America nel 1983 e nel 1987. Dunque si arriva ai giorni nostri: nei Mondiali di Corea del 2002 l’Uruguay esce al primo turno e manca la qualificazione a Berlino 2006 (vinta poi dall’Italia). La fama e la forza dell’Uruguay di oggi deriva dall’ottima prova ai Mondiali 2010 in Sudafrica: dopo aver vinto il suo girone, supera agli ottavi la Corea del Sud con doppietta di Suarez. Ai quarti elimina il Ghana ai rigori, dopo che la squadra africana sbaglia un penalty all’ultimo minuto del tempo supplementare. Tuttavia la sua cavalcata si interrompe in semifinale, schiantata per 3-1 dall’Olanda. Si classifica al quarto posto, sconfitta per 4-3 dalla Germania. Forlan è il capocannoniere del torneo e viene premiato come miglior giocatore.

LA SQUADRA – Sono tanti i giocatori uruguayani che militano o che hanno militato nel nostro campionato. Tra le vecchie conoscenze della Seria A, troviamo Fernando Muslera, ex portiere della Lazio, ora accasato al Galatasary di Roberto Mancini: un portiere non sempre continuo, ma agile e reattivo. Se in giornata, non sarà facile superarlo. In difesa ecco il jolly Martin Caceres, che come ha dimostrato nelle ultime stagioni alla Juventus può ricoprire tutti i ruoli difensivi garantendo ottime prestazioni. Si affianca all’esperienza di Martin Lugano ed alla straripante forza fisica di Diego Godin, in finale di Champions e ad un passo dalla conquista della Liga con il suo Atletico. A centrocampo spiccano ancora gli “italiani” Perez del Bologna, Gargano del Parma, Gonzales della Lazio ed il gioiello Gaston Ramirez, venduto l’anno scorso dal Bologna al Southampton per 15 milioni: con la sua fantasia è il pericolo numero uno in mezzo campo. Tuttavia è l’attacco a fare paura: oltre al palermitano Abel Hernandez, la coppia d’attacco sarà composta da Edison Cavani e Luis Suarez. L’ex attaccante del Napoli è reduce da una stagione altalenante in Francia, dove col suo Paris Saint Germain ha conquistato la Ligue 1, ma è stato sicuramente oscurato dalla presenza ingombrante di Zlatan Ibrahimovic. In sua assenza non è riuscito a portare la sua squadra in semifinale di Champions, arrendendosi al Chelsea di Mourinho. Invece, con la sua doppietta è stato decisivo nel trionfo della Coupe de la Ligue (la Coppa Italia francese). Grande sacrificio, forza fisica e senso del gol lo consacrano come il prototipo dell’attaccante moderno.  In panchina ci sarà anche Diego Forlan, triste ricordo dei tifosi nerazzurri, ma quando indossa la maglia della Celeste si trasforma.

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LA STELLA: LUIS SUAREZ – Soprannominato El Pistolero, Luis Suarez è il vero spauracchio per la difesa italiana. Viene messo sotto accusa dall’opinione pubblica di tutto il mondo per i suoi gesti razzisti nei confronti di Patrick Evra (8 giornate di squalifica) e per il morso rifilato al braccio di Ivanovic (10 giornate di squalifica). Tuttavia, quando gioca fa la differenza. La sua classe è immensa: imprevedibilità ed esplosività lo rendono praticamente immarcabile. Si salvi chi può.

Prossimo speciale: la Costa Rica, l’outsider del girone, sempre con noi su Vnews24.