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Identificato terzo kamikaze degli attentati ai bar di Parigi

Dopo due mesi di ricerche e indagini, le autorità hanno finito per identificare il kamikaze che ha fatto saltare la cintura esplosiva nel corso dell’offensiva in un appartamento a Saint-Denis, a Parigi, lo scorso 18 novembre. Confrontando il suo DNA con quello di sua madre, si è stabilito che si trattava di Chakib Akrouh, un belga-marocchino di 25 anni, secondo quanto affermato dalla Procura di Parigi.

L’identificazione di Chakib Akrouh permette di dare un nome all’ultimo membro del commando di terroristi che hanno preso di mira i bar e i caffè di Parigi. Tra i dieci terroristi responsabili degli attentati del 13 novembre restano da identificare solo due dei tre kamikaze dello Stade de France. Già noto ai servizi antiterroristi belgi da due anni, si sospetta che Akrouh si sia recato due volte in Siria in gennaio 2013 e gennaio 2015. L’ipotesi che, così come Abdelhamid Abaaoud, il coordinatore degli attentati del 13 novembre, abbia potuto andare e tornare più volte dalla Siria mette in dubbio la qualità della sorveglianza sotto cui era posto. Una libertà di muoversi ancora più sorprendente visto che, secondo il quotidiano Le Monde, era soggetto di un mandato d’arresto internazionale dal 28 maggio 2014 ed era anche stato radiato dai registri comunali di Molenbeek, il quartiere di Bruxelles in cui abitava.

Chakib Akrouh sarebbe l’ultimo kamikaze del gruppo che ha attaccato le terrasses parigine. La sera del 13 novembre, tre uomini a bordo di una Seat s’imbarcano per una missione omicida. Uccidono 39 persone sedute nei bar e nei caffè parigini e poco dopo il massacro dall’auto esce uno dei kamikaze, Brahim Abdeslam, che si fa esplodere qualche minuto più tardi. Gli altri due abbandonano il veicolo a Montreuil verso le 21.50. Nell’abitacolo, la polizia ha trovato dei kalaschnikov, su uno dei quali era presente il DNA di Chakib Akrouh.

Il profilo genetico non dà risposte: non è stato identificato. Dopo l’abbandono dell’auto, i due uomini corrono all’entrata di una metro diretti a Parigi ed è nei corridoio della stazione Croix-de-Chavaux et Nation che le telecamere di sorveglianza registrano il loro passaggio e soprattutto i loro volti. Le foto prese dai video sono state confrontate ai fascicoli della polizia. Il viso del misterioso secondo uomo sembra quello di uno jihadista noto ai servizi antiterrorismo belga: Chakib Akrouh. Gli inquirenti hanno allora confrontato il DNA con quello della madre e, dopo alcune settimane, è arrivata l’identificazione quasi certa.