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L’Egitto si scaglia contro Tom & Jerry: incita alla violenza

Di certo quando si parla di argomenti scottanti quali la violenza in Medio Oriente, sarebbe opportuno tenere presente la complessità di una questione che mal si presta a considerazioni superficiali. Un’attenzione ancora maggiore sarebbe da mantenere nell’avanzare ipotesi sulle cause che hanno generato o incrementato una tale ondata di violenza, che non si potrebbero certamente riassumere in due parole. O forse si.

Contro ogni logica e buonsenso, l’ambasciatore egiziano Salah Abdel Sadek, numero uno del Servizio di informazione di Stato (Sis), durante una conferenza all’Università del Cairo si è lanciato in affermazioni che hanno dell’incredibile. Nel bel mezzo di un discorso intitolato “I media e la cultura della violenza”, Sadek ha menzionato quello che per lui è uno dei programmi televisivi che più fomentano il terrorismo nel mondo arabo: Tom & Jerry.

Ebbene è proprio così. Il cartone che ha divertito milioni di bambini (e adulti) per generazioni, è stato tacciato di propagandare la violenza in chiave comica. Attraverso i programmi televisivi e i videogiochi sulla celeberrima coppia gatto-topo, si insinuerebbero concetti negativi per i giovani. “Tom e Jerry” ha detto Sadek  “ritraggono la violenza in un modo divertente e trasmettono il messaggio che ci si può colpire e ci si può far saltare in aria con l’esplosivo senza problemi. Così nella mente di chi vede questi cartoni animati la violenza diventa qualcosa di naturale”.

Nonostante si tratti di asserzioni al limite dell’assurdo, il giornale Youm7 ha preso sul serio quanto detto da Sadek, e ha pubblicato un articolo dal titolo “Cinque accuse a Tom e Jerry in Egitto”, in cui si legge che effettivamente Tom e Jerry non rappresenterebbero un modello positivo per i bambini in quanto incoraggiano l’uso di armi, nonchè di cattive abitudini quali l’alcol e il fumo.