A dare l’allarme sulla scomparsa della ragazza erano stati i genitori a cui aveva detto che si sarebbe recata a dormire da un’amica. Dopo 3 giorni di ricerca, il suo corpo è stato trovato vicino ad un ruscello senza vita e con diverse ferite alla testa. Le accuse nei confronti dei suoi assassini sono diversi ma questi, durante il processo, hanno fatto diverse affermazioni a loro discolpa. In primo luogo, non erano a conoscenza della giovane età della studentessa: durante le conversazioni avute su Facebook, Kayleigh non gli avrebbe mai rivelato di avere 15 anni. Inoltre, hanno dichiarato di non aver mai rapito la ragazza, costringendola quindi ad entrare nell’abitazione: è stata lei a seguirli volontariamente. Beadman ha infine negato il tentativo di fuga di Kayleigh.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Beadman è stato aiutato da un complice, il 27enne Luke Harlow. Si sta ancora indagando su quanto accaduto realmente all’interno dell’abitazione e sull’ipotesi che la studentessa fosse sotto effetto di alcol o droghe. Quello che risulta certo è che, ad un certo punto della serata, Kayleigh abbia tentato la fuga. Sarebbe giunta in strada mezza nuda per poi essere fermata bruscamente da uno dei suoi aguzzini. Il testimone che ha visto la scena ha pensato erroneamente che l’uomo fosse un poliziotto e quindi non ha dato peso a quanto visto.