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Volterra, scoperte in questi giorni due tombe etrusche

Sono giorni molto fruttuosi per l’etruscologia, e in particolare per la città di Volterra, uno dei punti focali dell’antica Etruria, che nell’arco di due giorni ha restituito ben due tombe, entrambe rinvenute per puro caso. La prima, scoperta qualche giorno fa, è stata rinvenuta della zona dell’Ortino, in cui si stavano effettuando gli scavi preliminari per la costruzione di un asilo nido. Lo scavo, invece, ha dato alla luce una tomba di epoca etrusca dalla forma molto peculiare, di cui è conosciuto solo un altro esempio nella necropoli di Populonia. Si tratta di una sepoltura dotata di dromos, un corridoio a cielo aperto da cui si ha accesso alla tomba. Per il momento non sono ancora emersi dettagli circa le dimensioni, per cui si dovranno aspettare gli scavi gestiti dalla Soprintendenza che avranno il via nelle prossime settimane.

Ma non è tutto. Appena poche ore fa è stata rilevata un’altra tomba etrusca, questa volta nel quartiere Le Colombaie. Anche in questo caso la sepoltura si trova in piena area abitata, e la vicinanza con la tomba dell’Ortino fa subito intuire la ricchezza storica del territorio. “Volterra – ha spiegato la professoressa Marisa Bonamici del dipartimento Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa- è di gran lunga la città più importante dell’area nord occidentale di quella che un tempo era l’Etruria. E questi ritrovamenti non fanno che confermare questa situazione”.

Quella di Le Colombaie è una tomba etrusca di periodo tardo, grande due metri per due e alta circa un metro e ottanta centimetri. Era già nota agli archeologi in quanto venne scoperta da Enrico Fiumi, che la riportò alla luce negli anni Cinquanta. In seguito la tomba venne di nuovo interrata. Ora siamo finalmente vicini a comprendere fino in fondo le caratteristiche di questa sepoltura. Resta solo da stabilire se la tomba dell’Ortino e quella delle Colombaie facessero parte di una medesima necropoli, vista la vicinanza. “Per ora non possiamo affermarlo – dice la professoressa Bonamici – perché questo tipo di sepolture verosimilmente sono state fatte perpersonaggi di rango aristocratico. E quindi dovrebbero essere isolate l’una dall’altra”.  Tuttavia nulla può essere escluso, e di certo con ulteriori indagini si potrà stabilire o meno la possibilità di un’unica necropoli.