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“The place”, il nuovo film di Paolo Genovese racconta i nostri demoni

La Festa del cinema di Roma si è conclusa con la proiezione del nuovo film di Paolo Genovese. A distanza di un anno dal suo ultimo grande successo ” Perfetti sconosciuti”, Genovese ci regala una pellicola diversa, passando dalla commedia ad un film drammatico, fantasy, oscuro: The Place.  Il film è un’adattamento cinematografico della serie televisiva statunitense The Booth of the End di Christopher Kubasik. La pellicola sarà visibile nelle sale cinematografiche dal 9 novembre.

The place, il posto, è un bar nella periferia di Roma, che affaccia su una strada trafficata. Dentro al bar, sempre allo stesso tavolo c’è l’uomo con l’agenda. Al suo cospetto si presentano una serie di personaggi, tutti accomunati dal fatto di avere un bisogno da soddisfare, uno scopo da raggiungere. L’uomo con l’agenda pone ai suoi interlocutori sempre la stessa domanda: “fino a che punto sei disposto ad arrivare per ottenere quello che vuoi? Ma c’è comunque un prezzo da pagare.” Genovese mostra al mondo sin dove può portare l’egoismo umano.

Il cast del film è composto da gradi nomi del cinema italiano. Valerio Mastrandrea interpreta l’uomo con l’agenda.  I personaggi che si recano da lui sono Rocco Papaleo, un meccanico che sogna una notte con una modella, Vittoria Puccini, una donna innamorata che vuole riconquistare il marito, la bella Silvia D’ Amico, il giovane sbandato Silvio Muccino, la suora Alba Rohrwacher, Giulia Lazzarini che spera che il marito malato di Alzheimer guarisca. Vinicio Marchioni vuole salvare la figlia malata di cancro, Marco Giallini è invece un poliziotto che vuole ritrovare il figlio. Anche il cieco interpretato da Alessandro Borghi spera di guarire e recuperare la vista. Vi è poi Sabrina Ferilli che interpreta la proprietaria del bar, che seppur piena di solitudine non chiede nulla all’uomo con l’agenda.

Sul Film Genovese ha dichiarato : “Il film parla di cosa sei disposto a fare per ottenere quel che vuoi e mi sembra un’idea interessantissima da affrontare in questo momento, un momento in cui in virtù di tutto quello che succede, sta andando in fiamme il mondo: dagli scandali sessuali al terrorismo agli scandali politici siamo portati, vuoi e non vuoi quasi costretti a puntare il dito, a giudicare, parlo anche per me. Siamo diventati giudicanti. In maniera anche giusta, perché non possiamo astenerci, ma mi piaceva allora fare un film in cui fossimo costretti a giudicare noi stessi. È un film che ci fa fare i conti con la nostra anima nera. Con quella parte che magari non è mai venuta fuori ma che verrebbe fuori in una determinata situazione. Io spero che il pubblico si identifichi in queste dieci storie e si chieda: cosa farei io al loro posto? Se scaviamo in maniera sincera dentro, secondo me un piccolo sconquassamento lo abbiamo. C’è una frase della Lazzarini che secondo me racconta molto il film. Dice: “In ognuno di noi c’è una parte terribile, chi non è costretto a scoprirla è fortunato. Penso che sia vero, c’è una parte terribile dentro di noi che rimarrà silente sempre, o magari in una determinata situazione verrà fuori. In questo film si ipotizza quella situazione. Ed è l’occasione per il pubblico di fare un’esperienza interessante”.