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Formula 1, GP Abu Dhabi: Ferrari a caccia del primo sigillo

Sta per calare definitivamente il sipario sulla Formula 1 2017. Domenica 26 novembre scatterà l’ultimo Gran Premio della stagione ad Abu Dhabi, una corsa che avrà ben poco da dire, con i titoli costruttori e piloti già assegnati da tempo rispettivamente a Mercedes e Lewis Hamilton. Ci sarà indubbiamente la sfida per le posizioni di rincalzo in graduatoria tra le scuderie minori, mentre i grandi team e i rispettivi portacolori si batteranno comunque per il gusto di assaporare l’ebbrezza della vittoria. A proposito di trionfi, dopo aver lottato a lungo per la conquista del mondiale, Vettel e la Ferrari proveranno a chiudere in bellezza quest’annata, anche per avere un’ulteriore ondata di fiducia sulla bontà del progetto e sulla prossima stagione che dovrà vedere necessariamente il “cavallino rampante” ancora in lotta per la vetta, e soprattutto in grado di porre fine al dominio Mercedes.

Tuttavia la scuderia di Maranello domenica dovrà vedersela anche con la cabala che non è per niente favorevole sul circuito di Yas Marina. A partire dal 2009, ovvero dalla prima edizione del Gran Premio di Abu Dhabi, la Ferrari non è mai riuscita a vincere su questo tracciato che finora è stato favorevole alla Mercedes con tre trionfi consecutivi dal 2014 al 2016, e alla Red Bull che si è imposta anch’essa in tre occasioni con Sebastian Vettel. Sulla pista araba vantano una vittoria anche la McLaren-Mercedes nel 2011 (con Hamilton) e la Lotus-Renault nel 2012 (con Raikkonen).

Per sfatare questo tabù, il team italiano dovrà puntare anche sull’ottimo feeling che Vettel vanta, invece, con questa gara: il campione tedesco, infatti, ha già ottenuto tre vittorie, e la più importante è sicuramente quella del 2010, quando riuscì ad imporsi e a conquistare anche il titolo piloti proprio ai danni della Ferrari guidata allora da Fernando Alonso. Nella scorsa stagione, il 4 volte campione del mondo riuscì a giungere terzo al traguardo a bordo della “rossa” al termine di una gara spettacolare durante la quale si rese protagonista di splendidi sorpassi ai danni di Ricciardo e Verstappen. Sotto l’aspetto tecnico, il tracciato arabo richiede un ottimo equilibrio aerodinamico, poiché si basa su un’alternanza tra lunghi rettilinei e zone in cui invece è indispensabile un carico piuttosto alto. Se nelle stagioni precedenti la Ferrari ha un po’ sofferto in trazione, quest’anno invece la SF70H si è mostrata competitiva su quasi tutti i tracciati di questo lungo mondiale, e questa peculiarità fa ben sperare in una probabile affermazione del “cavallino rampante” alla bandiera a scacchi.

Patrizia Gallina