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Antico Egitto: la tecnologia che permette di “leggere” le mummie

Quando il progresso e la tecnologia si pongono al servizio della cultura e della ricerca scientifica, spesso è possibile raggiungere traguardi davvero importanti e, per certi versi, rivoluzionari. Dalla Gran Bretagna, infatti, è giunta una notizia che potrebbe aprire nuove ed interessanti pagine sulla storia dell’Antico Egitto, riuscendo magari a svelare dei misteri ancora oggi avvolti nell’ombra, come quello riguardante la cavità segreta presente nella Piramide di Cheope. Infatti un team di studiosi inglesi è riuscito ad approntare una nuova tecnica digitale che garantisce la scansione di tutto ciò che si trova scritto sui papiri che avvolgono le mummie e che potrebbero contenere delle informazioni preziose e fino ad oggi inaccessibili. Infatti gli esperti assicurano che, applicando l’innovativa tecnologia al bendaggio delle salme racchiuse nei sarcofagi, sarà possibile decifrare i messaggi presenti sulle fasciature senza danneggiarle com’era accaduto finora.

Ricordiamo, infatti, che a partire dal 1000 a.C. nell’Antico Egitto si preferì lasciare degli scritti sui papiri, piuttosto che su ricchi e decorati sarcofagi, operazione decisamente più pratica ed economica. Si cominciò ad avvolgere il corpo del defunto in una sorta di materiale simile alla cartapesta, definito cartonnage, che si ricavava da papiri utilizzati in alcuni istituti governativi e destinati ad essere gettati via. Dopo aver ricoperto la salma con questo particolare bendaggio, si ricorreva ad un rivestimento in stucco bianco e decorato che garantiva la perfetta conservazione del papiro. Infatti gran parte delle mummie risalenti a quell’epoca sono giunte a noi ancora perfettamente intatte, recanti scritte e codici che, secondo gli studiosi, potrebbero far luce su misteri che da diversi secoli, ormai, vengono considerati irrisolti.

Le operazioni di decifrazione, però, in questi anni sono state ostacolate da un grosso problema: per poter analizzare e “leggere” le mummie, infatti, risultava impossibile non intaccare le bende, arrecando grossi danni a dei reperti di inestimabile valore, nonché alle salme dei defunti. L’Università di Londra ha comunicato che, grazie alla sua rivoluzionaria scansione digitale, sarà possibile eludere questa difficoltà, andando a scandagliare a fondo il cartonnage senza sfiorare né le mummie, e nemmeno i loro sarcofagi. Nell’annuncio che ha ufficializzato l’introduzione della nuova tecnologia, gli esperti britannici si sono detti piuttosto sicuri che presto sarà possibile cominciare a dare delle risposte ad alcuni dei più grossi enigmi relativi all’antica civiltà egizia.

Patrizia Gallina