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GP del Bahrain tra presente e futuro della Formula 1

Siamo entrati nella settimana che ci porterà al weekend dedicato al GP del Bahrain, seconda prova del mondiale 2018 di Formula 1. Dopo la gara inaugurale di Melbourne, in Australia, vinta dalla Ferrari di Vettel grazie ad un “capolavoro di strategia” in regime di Virtual Safety Car, c’è una certa curiosità nello scoprire se la scuderia italiana sarà in grado di confermarsi al vertice, ma anche nel vedere quale sarà la reazione di Lewis Hamilton e della Mercedes, battuti quando sembravano avere in pugno la prima vittoria stagionale.

Tuttavia, la prossima corsa sarà importante anche per il futuro della massima disciplina automobilistica, poiché per la prima volta sul tavolo dei dirigenti dei vari team dovrebbero arrivare le proposte di Liberty Media per i nuovi regolamenti che dovrebbero entrare in vigore dopo il 2020, ovvero al termine dell’attuale Patto della Concordia. Si prevede tensione tra i proprietari del Circus e le maggiori scuderie, con la Ferrari che, tramite Sergio Marchionne, ha già paventato l’eventualità di un addio a questo sport, qualora dovessero giungere delle richieste penalizzanti e poco soddisfacenti per un’azienda storica come quella di Maranello. E se in pista la Mercedes è la grande rivale del “cavallino rampante”, sul tavolo delle trattative la scuderia tedesca potrebbe diventare una delle principali alleate di quella italiana, dato che Toto Wolff in più di un’occasione ha avvisato i patron della Formula 1 di non “scherzare col fuoco”, prendendo in seria considerazione le minacce di addio giunte da Marchionne.

Infatti, proprio Ferrari e Mercedes, se non si dovesse arrivare ad un accordo con Liberty Media, potrebbero decidere di voltare le spalle al Circus, organizzando una disciplina alternativa alla quale prenderebbero parte tutti i grandi marchi dell’automobilismo, compresi Renault e McLaren. Questa prospettiva dovrebbe far riflettere i patron statunitensi, perché ritrovarsi con una Formula 1 ristretta alla sola presenza – tra le altre – di Williams, Red Bull e Toro Rosso, rischierebbe di comportare grosse perdite in termini di sponsor e pubblico. Dunque, la frattura fra i patron e i grandi team esiste eccome, e riguarda prevalentemente l’aspetto economico: Liberty Media, infatti, vorrebbe limitare le risorse delle aziende più ricche, fornendo maggiori finanziamenti alle squadre minori per arrivare ad un maggiore livellamento delle prestazioni, con la speranza di avere corse più equilibrate ed emozionanti.

In quest’ottica, durante il weekend dedicato al GP del Bahrain potrebbe essere confermata la proposta di ridurre sensibilmente lo sviluppo delle power unit e della tecnologia, eventualità fortemente osteggiata dalla Ferrari e dai suoi alleati che, ormai da diversi anni, stanno investendo risorse e uomini per raggiungere livelli di eccellenza e per primeggiare in Formula 1. I rapporti tra i proprietari statunitensi del Circus e il team di Maranello sono ulteriormente peggiorati, quando i primi hanno diffuso (senza il consenso del “cavallino rampante”) una comunicazione radio di Kimi Raikkonen relativa al GP d’Australia quando il finlandese, vistosi scavalcato da Vettel, e ritrovatosi in terza posizione, avrebbe manifestato alla squadra il suo malcontento verso la strategia del compagno di scuderia che gli era stata tenuta nascosta.

In questo clima decisamente teso, le scuderie dovrebbero ricevere nei prossimi giorni il primo documento ufficiale di Liberty Media, al quale dovrebbe seguire una prima riunione per confrontarsi concretamente sulle nuove regole valide a partire dal 2021. Sicuramente i proprietari americani della Formula 1 continueranno a battere su una differente ripartizione degli introiti economici, per far sì che ai team meno potenti possano essere garantite delle maggiori entrate. Inoltre, per quanto concerne la Ferrari, si cercherà di capire se le verrà ancora assicurato il bonus da 68 milioni di dollari definito “long standing team”, riconosciuto all’unico marchio sempre presente in questa disciplina motoristica fin dal 1950. E così, se da un lato sarà battaglia in pista tra Ferrari e Mercedes, dall’altro nelle “stanze del potere” giungerà il momento di mettere finalmente le carte in tavola, e siamo certi che non mancheranno momenti di alta tensione, senza escludere a priori eventuali clamorosi colpi di scena.

Patrizia Gallina