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Daunte Wright ucciso a 20 anni dalla polizia: scoppiano nuovo proteste

Daunte Wright, un ragazzo di soli vent’anni di origine afroamericana è stato ucciso a colpi di arma da fuoco. La drammatica vicenda si è svolta a Minneapolis, a sparargli è stata la polizia. Stando alla ricostruzione dei fatti il ragazzo era stato fermato per aver violato il codice della strada. Ha opposto resistenza rientrando nell’auto non appena gli agenti hanno provato ad arrestarlo, è stato in quel momento che hanno aperto il fuoco contro di lui.

Nonostante fosse ferito Daunte Wright ha tentato di darsi alla fuga a bordo della sua auto, si è però schiantato contro un’auto poco distante. Per lui non c’è stato nulla da fare. Durante il controllo della polizia il 20enne ha chiamato la madre, a riportare le parole della donna il New York Times. Ai giornalisti ha fatto sapere che il figlio l’aveva chiamata intorno all’1.40 dicendole di essere stato fermato dalla polizia. Ha detto che gli agenti lo avevano fermato perché nello specchietto retrovisore aveva appeso un deodorante per ambiente.

Daunte Wright ha chiamato la madre quando gli agenti lo hanno fermato, ecco cosa ha detto la donna

La vittima aveva riferito poi alla madre che i poliziotti volevano dei chiarimenti sull’assicurazione dell’auto, lei gli disse di passarle l’agente che glieli avrebbe fornite lei. Quando l’agente si è avvicinato di nuovo al finestrino ha però detto al ragazzo di posare il telefono e scendere dal veicolo, senza dargli alcuna spiegazione. Dopo aver sentito dei rumori la madre di Daunte Wright ha sentito l’agente che invitava il ragazzo a non scappare.

L’ennesimo caso di afroamericano ucciso dalla polizia ha fatto scoppiare nuove proteste contro le forze dell’ordine. Alcuni attivisti si sono riuniti e sono scoppiati molti atti di vandalismo. Contro l’ingresso principale della stazione di polizia sono stati sparati diversi colpi di pistola. Il sindaco ha imposto il coprifuoco con l’intento di far stare tutti tranquilli.