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Omicron, tesi cinese sullo spillback: virus trasmesso dai topi agli umani

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Genetics and Genomics ha analizzato 45 mutazioni di Omicron, acquisite dalla divergenza dal lignaggio B.1.1.
I ricercatori dell’Accademia cinese sostengono la tesi dello spillback.
In base ai dati, il virus sarebbe tornato nell’uomo tramite i topi, facendo accumulare rapidamente molte mutazioni di questa nuova variante.

Omicron: lo studio cinese

I risultati suggeriscono che il progenitore di Omicron è passato dall’uomo ai topi, ha accumulato rapidamente mutazioni favorevoli all’infezione di quell’ospite, quindi è tornato negli esseri umani, indicando una traiettoria evolutiva interspecie per l’epidemia di Omicron“, sostengono i ricercatori.
Secondo gli studiosi, i risultati suggeriscono un nuovo “salto” del virus dall’uomo agli animali e poi da questi ancora all’uomo.
Lo spettro molecolare di Omicron è risultato “significativamente diverso” da altri virus ma simile agli spettri associati all’evoluzione del virus dell’ambiente cellulare dei ratti.

Omicron: le dichiarazioni degli esperti

Deenan Pillay, professore di virologia presso l’University College di Londra, ha affermato: “Il risultato di tutte le mutazioni che rendono Omicron diversa dalle varianti precedenti potrebbe essere l’alterazione della capacità di infettare diversi tipi di cellule.
Sembra essere più in grado di infettare il tratto respiratorio superiore, le cellule della gola. Quindi si diffonderebbe lì più facilmente che nelle cellule profonde nel polmone. Il risultato è preliminare, ma gli studi puntano nella stessa direzione“, ha concluso.
Pubblicato il lavoro dei ricercatori del Molecular Virology Research Groupdell’Università di Liverpool, che evidenzia, secondo il professor James Stewart, “malattie meno gravi dei topi“. Le cavie sarebbero soggette ad una minore perdita di peso, una carica virale più bassa e soffrirebbero di patologie meno gravi ai polmoni.

I risultati dei test

Raggiunti risultati simili anche dagli scienziati del Neyts Lab dell’Università di Leuven, in Belgio.
A seguito di una serie di studi sui criceti, la barriera rappresentata dal ciclo ordinario di vaccinazione viene scavalcata ma la dose booster ripristina un elevato livello di protezione.
Le nuove caratteristiche di Omicron riguardano anche il dibattito sulla validità dei tamponi rapidi.
Jennifer Rohn, professoressa dell’University College di Londra, ha affermato di essere risultata negativa utilizzando tamponi nasali ma positiva con il tampone molecolare.
Per il professor Lawrence Young, virologo dell’Università di Warwick, è troppo presto per arrivare ad un verdetto.
Non credo che questo studio possa essere significativo per arrivare a conclusioni, riguarda pochi pazienti sintomatici non ricoverati“, ha dichiarato.