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“Racing Extinction”, il documentario choc in anteprima mondiale

“Se continuiamo su questa strada nel giro di pochi decenni avremo l’invasione dei rifugiati climatici, dobbiamo mettere un freno alla distruzione dell’ambiente”. Con queste parole il regista premio Oscar Louie Psihoyos ha presentato a New York , durante il Sundance Film Festival, il documentario choc “Racing Extinction“.

“Racing Extinction” è il documentario che forse riuscirà a fare aprire (finalmente!) gli occhi all’umanità intera sul rischio che silenziosamente corriamo ogni giorno: un mondo senza animali. Un mondo fatto di mari privi di pesci, foreste prive di predatori, cieli privi di uccelli. Il genere umano è pronto ad un mondo simile? In attesa che il documentario “Racing Extinction” venga trasmesso in anteprima mondiale (contemporaneamente in 220 paesi, in Italia verrà messo in onda su Discovery Channel, canale Sky 401 e 402 ), il canale tematico Animal Planet ha deciso di “spegnersi” per una giornata intera.

“Sei pronto ad un mondo senza animali?”. Animal Planet, il canale Sky 421, in occasione della prossima messa in onda del docu-film choc “Racing Extinction” ha deciso di “spegnersi” simbolicamente per mostrare cosa significa vivere in un mondo senza animali. Lo scorso 21 novembre il canale tematico ha mandato in onda solamente immagini mute, scenari desolanti di foreste, mari “disabitati” da qualunque specie animale. La campagna di Animal Planet culminerà giorno 2 dicembre, data prevista per la messa in onda mondiale del documentario.

“Racing Extinction” ha un incipit che lascia presagire da subito quale sarà il contenuto dell’intero documentario: il regista Louie Psihoyos ha scelto di iniziare il suo lavoro riprendendo lo straziante “canto d’amore” dell’ultimo esemplare di Kaui O’o, uccello delle isole Hawaii, rimasto sul pianeta Terra. Un vero e proprio J’accuse del regista e del suo team di attivisti nei confronti dei “grandi” della Terra (U.S.A. e Cina su tutti) che, indifferenti verso i danni che l’industrializzazione sta causando, continuano a produrre incessantemente CO2.

“Quello che voglio è scatenare l’emozione, sono convinto che i film possono essere l’arma più potente, la migliore arma di costruzione di massa” ha dichiarato il regista di “Racing Extinction”, commentando anche le critiche piovute sul documentario a causa dei forti contrasti tra scene forti ed immagini decisamente più da fiction. “È un effetto voluto,ci interessava parlare ai più giovani, cambiare completante strada rispetto all’ambientalismo di Al Gore, per questo abbiamo pensato di ispirarci al film Ocean Eleven o a James Bond rendendo il documentario più eccitante e il risultato si è visto subito: adesso tutti i ragazzi non vedono ora di parlare della Bond auto che usiamo noi, che ovviamente è una vettura elettrica. Il risultato è che è passato il nostro messaggio subliminale. Anche il viaggio più lungo inizia con un piccolo passo: basterebbe che ogni americano per una vota a settimana rinunciasse a carne, e uova per ottenere un beneficio ambientale simile al l’eliminazione di 7,5 milioni di automobili dalla circolazione”.