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Cancro, ecco il rivoluzionario trattamento per combatterlo

Il ramo della medicina che lotta incessantemente per sconfiggere il cancro ha dato il benvenuto a un nuovo trattamento che insegna al corpo a uccidere da solo la malattia. Nuove piste hanno mostrato risultati notevoli, con il 94% di malati terminali di leucemia a cui erano stati prospettati pochi mesi di vita in fase di remissione. Inoltre, secondo i ricercatori statunitensi, più della metà di 40 pazienti affetti da altri tumori al sangue sono guariti dalla malattia.

L’innovativo trattamento potrebbe ridurre il ricorso alla chemioterapia, nota per i suoi effetti collaterali tossici e debilitativi. Una seconda svolta è arrivata con uno studio condotto in Italia, che ha scoperto come la terapia possa essere utilizzata per sviluppare un medicinale, tipo un vaccino, in grado di impedire alla malattia di manifestarsi nuovamente una volta trattata con successo. Nel corso dell’esperimento statunitense, alcune cellule bianche del sangue, note come cellule T, sono state prelevate da pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta e modificate geneticamente per attaccare il cancro. Le cellule sono state poi iniettate nel corpo dei pazienti e gli specialisti sono stati sorpresi dai risultati.

Il capo dell’esperimento, il professor Stanley Riddell del Fred Hutchinson Cancer Research Centre a Seattle, ha dichiarato: “È straordinario. Non ci sono stati altri casi in medicina, a essere onesto, in cui ci fossero reazioni tali in pazienti a uno stadio così avanzato. Penso che l’immunoterapia sia finalmente riuscita a diventare un pilastro nella terapia contro i tumori”. Il nuovo trattamento è simile a quello utilizzato per curare la piccola Brit Layla Richards all’ospedale londinese di Great Ormond Street lo scorso anno. Il tumore non è riconosciuto dal sistema di difese naturali del nostro organismo, quindi le cellule T hanno il compito di combatterlo, purtroppo però non sono così efficienti. Modificandole geneticamente in laboratorio ,però possono migliorare notevolmente nel loro ruolo.

La svolta è stata annunciata durante la conferenza dell’American Association for the Advancement of Science a Washington DC. L’altro passo avanti riguardo le cellule T è stato svelato durante l’incontro. Alcuni esperti italiani hanno rivelato che le cellule T di memoria possono rimanere nell’organismo per 14 anni. Questo significa che possono essere istruite per combattere i tumori e ricordare la malattia nel caso si manifesti nuovamente per debellarla. Le innovative scoperte potrebbero aprire la strada a un vaccino contro i tumori, che implicherebbe una cura definitiva. Finora, il trattamento del professor Riddell è stato testato solo su pazienti affetti da cancro al sangue, ma il suo team comincerà a sperimentare la tecnica delle cellule T anche su tumori solidi.