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Tantissimi morti; ma il Covid non è la malattia più letale

L’Istat ha pubblicato i numeri relativi ai morti, e alle loro cause, in riferimento ai primi due mesi della pandemia di coronavirus, cioè marzo e aprile del 2020. Finalmente un quadro preciso per analizzare nel dettaglio l’impatto della pandemia. Oltre ai numeri precisi, anche zone e luoghi in cui ha colpito di più il Covid. Ma, incredibilmente, il Covid non è la malattia più letale.
L’istituto nazionale di statistica (Istat), ha diramato dei numeri, precisi, inerenti al lasso temporale che va da marzo ad aprile del 2020, che riguardano le cause di morte.
Inoltre, sempre guardando ed analizzando i dati, si può avere un quadro specifico anche sulle zone ed i luoghi, per apprendere al meglio l’impatto del Covid-19.

I DATI ISTAT

Come primo risultato, si può capire che erano almeno 5 anni che non si vedevano così tanti morti in Italia.
Secondo l’analisi Istat, in quei mesi, rispetto alla media dello stesso bimestre, ci sono stati 49mila decessi in più rispetto alla media degli stessi mesi nei cinque anni precedenti.
Il totale è di 159.310. Riprendendo i 49mila decessi, il decesso del 60% di essi è attribuibile al coronavirus. La restante parte per polmonite ed altre cause.
Se si analizza quel 60%, ovvero 29.210, si scopre che: l’85% di questi avessero oltre 70 anni, mentre tra i 50-59enni un decesso su cinque è dovuto al Covid-19.
E’ chiaro ed evidente che il Covd, abbia fatto crescere il dato generale dei decessi in quel periodo, confrontato agli ultimi 5 anni.
Analizzando le zone si evidenzia come la zona maggiormente colpita sia stata quella del Nordovest. Non a caso, in quel periodo, i focolai maggiori si verificarono proprio in quelle posizioni geografiche.
Subito dietro troviamo il Nordest, il Centro e infine Sud e isole.
L’incremento dei morti differenziato per luogo di decesso invece registra un +155% nelle strutture residenziali o socio-assistenziali, +46% negli istituti di cura, +27% nelle abitazioni.
Infine, il l’età media dei deceduti per Covid-19 è di 80,2 anni, un anno e mezzo più bassa dell’età media del totale dei decessi (81,6 anni). Questo dato indica che, il Covid ha anche abbassato la media dei decessi.

MORTI COVID: NON E’ LA MALATTIA PIU’ LETALE

Ma, nonostante i dati sopra esposti, il Covid non è la malattia più letale, in assoluto, che uccide in Italia.
Nel periodo preso in esame, marzo-aprile 2020,  il Covid-19 è la seconda causa di morte. Il tumore, con una percentuale di poco superiore, rimane la malattia più letale.
Sempre guardando al periodo temporale considerato, escludendo il Covid, i decessi aumentano per quasi tutte le principali cause di morte, rispetto allo ai 5 anni precedenti.
Anche per le zone, valente lo stesso discorso di comparazione, il Nord resta la zona geografica più colpita.


Al di la dei dati, la speranza è quella di uscire da questa situazione, ormai in atto da più di un anno il prima possibile. L’attenzione di tutti è, e deve essere, sui vaccini, unica strada percorribile per battere il Covid-19,