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Scomparsa Sara Pedri, le dichiarazioni shock delle colleghe: “Pregavo di fare un incidente pur di non andare a lavorare”

Resta ancora avvolta nel mistero la scomparsa di Sara Pedri, la ginecologa originaria di Forlì di cui non si hanno più notizie dallo scorso 4 marzo. La polizia continua a indagare su quanto accaduto alla 31enne che, a pochi mesi dalla sua assunzione all’ospedale Santa Chiara di Trento, ne aveva chiesto le dimissioni.

Scomparsa Sara Pedri, le parole dell’avvocato della famiglia

La famiglia della ragazza è convinta che l’ambiente lavorativo in cui si trovava la giovane abbia contribuito al suo disagio psichico che si era manifestato negli ultimi mesi. “Il clima lavorativo può essere origine di stress e ansia fino a sfociare in disagi psichici profondi e rilevanti, che provocano conseguenze nella vita quotidiana“, ha raccontato l’avvocato della famiglia Pedri in un lungo post pubblicato su Facebook. Come riporta Il Corriere della Sera, l’azienda ospedaliera di Trento, accusata di mobbing, ha provato a difendersi anche attraverso una lettera firmata dai primari dei vari reparti. Ma le testimonianze di alcune colleghe di Sara confermerebbero il clima malsano vissuto all’interno dell’ospedale: “Non ho mai desiderato suicidarmi, però ogni volta che andavo a lavorare pregavo Dio di fare un incidente, rompermi le gambe o rimanere paralizzata per restare a casa per sempre“.

Le dichiarazioni shock dei colleghi

Questa è solo una delle tante dichiarazioni shock raccolte dal programma “Chi l’ha visto?“, andato in onda ieri sera. Turni lunghissimi e orari improponibili che rendono la vita dei dipendenti sempre più difficile. “Ti fanno lavorare per tre, ti ammazzano di lavoro e quando ti ammali ti mandano in disciplinare perché ti sei permesso di metterti in malattia“, ha poi proseguito uno di loro. Una situazione che avrebbe costretto la 31enne di Forlì a chiedere il trasferimento a Cles, ottenuto qualche giorno prima della sua scomparsa. Anche i colleghi che avevano avuto la possibilità di conoscerla a Catanzaro, dove aveva svolto la specialistica, la ricordano come una ragazza dal “carattere meraviglioso, solare“. Intanto, proseguono le indagini degli inquirenti per capire cosa sia realmente successo alla giovane ginecologa.

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