Una studentessa di 16 anni è stata rapita in pieno giorno per le strade di Orenburg, in Russia, mentre tornava a casa. Le telecamere di sorveglianza hanno permesso di identificare e arrestare i responsabili, liberando così la ragazza. Il motivo del loro gesto è davvero agghiacciante: uno dei rapitori si era invaghito della ragazza e l’ha rapita con l’intento di costringerla al matrimonio.
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Uomini che uccidono: siamo davvero la specie più propensa alla violenza?
L’homo sapiens è l’unica creatura capace di uccidere i propri simili. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Nature, questa affermazione è soltanto un luogo comune. L’equipe di scienziati spagnoli, guidati dal ricercatore dell’Università di Granada Josè Maria Gomez, ha percorso la storia a ritroso per scovare le radici della violenza umana. Il risultato? L’uomo è violento, ma le altre specie non sono da meno. “E’ noto come l’aggressività verso i propri simili sia diffusa in molti altri mammiferi, come i primati, e persino in animali apparentemente pacifici, come i criceti o i cavalli” ha dichiarato Gomez.
USA, uccide la figlia e poi si spara. “La mia ex non voleva tornare con me”
Tarel Felder, 26 anni, e Shonique Johnson, 24 anni, hanno avuto una relazione per 4 anni, poi si sono lasciati. L’uomo non ha mai accettato del tutto la situazione perché la separazione l’avrebbe tenuto troppo lontano dalla loro bambina, Amyira Mi’Heaven. Alcuni giorni fa, su richiesta della piccola, la madre l’ha accompagnata a casa dell’ex, senza sapere che non l’avrebbe più rivista.
USA, teenager spara in una scuola elementare. Feriti 2 bimbi e insegnante
Sono almeno 3 i feriti della sparatoria avvenuta alla Townille Elementary School ad Anderson, in South Carolina. Si tratta di 2 bambini e di un insegnate della scuola, che per fortuna non hanno riportato ferite gravi. La polizia ha fermato un teenager, sospettato di essere il responsabile dell’attacco.
La rinascita degli estinti: mammut e piccioni migratori torneranno alla vita
Jurassic Park si accinge a diventare realtà. Non saranno i colossali dinosauri a rivivere, ma alcune specie estinte ritenute importanti per l’equilibrio ambientale. Pascoli dominati da mammut e buoi primigeni? Cieli padroneggiati da colombe migratrici? Non è una science fiction, ma un progetto reale portato avanti dall’Università di Harvard e dalla fondazione Revive and Restore di San Francisco. Le possibili strade per favorire il “ritorno alla vita” degli estinti sono tre: incroci a ritroso, clonazione e ingegneria genetica basata sul taglia-incolla del DNA.








