Da Borghezio a Sgarbi: i politici e il loro amore-odio per il Sud

Ritorniamo, quindi, alla triste ma consolante, sotto certi aspetti, “normalità”. Nel nostro Bel Paese accade anche che, un noto e verace critico d’ arte reinventatosi politico decida di scagliarsi contro l’ estremo sud Italia. La punta dello Stivale entra nel mirino del focoso Vittorio Sgarbi, che non perdona ai reggini l’ affronto di non aver prestato i propri Bronzi alla causa dell’ Expo milanese. “La scelta è stata politica e non tecnica – accusa Sgarbi che, improvvisatosi moderno Cristoforo Colombo, aggiunge con eleganza – gli unici che hanno rotto i coglioni sono quelli di Reggio, che non è nemmeno in Italia“. Immediata la replica dei non-italici che, per bocca della grillina Federica Dieni scelgono di rispondere al politico e critico d’ arte impartendo una piccola lezione di stile: “Il critico sarà bravo in storia dell’ arte, ma dovrebbe prendere qualche ripetizione di storia e di geografia” risponde, ironica, la Dieni.

“Il nome Italia infatti – continua la deputata – nell’ antichità si riferiva solo alla parte posta nell’ estremo meridione della Penisola, la Calabria per l’ appunto. Reggio dunque si trova in Italia. Questo, però, non è vero solo perché è il suo territorio ad aver dato il nome alla Nazione. I Reggini, infatti, come gli altri Italiani, l’ hanno costruita col sangue, col lavoro e con i sacrifici l’ Italia, generazione dopo generazione”. Ira funesta contornata, è proprio il caso di dirlo, di una buona dose di faccia di bronzo: Sgarbi rilancia in auge la politica distruttiva ai danni del nostro centro-sud. Onorevoli leghisti, prendete nota.