Operaie degradate: “La pausa-bagno? Puoi farla mentre lavori”

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Paderno Dugnano – La fabbrica della Gipicco’s tratta così i suoi dipendenti: la pausa-bagno non esiste e le condizioni di lavoro sono conseguentemente degradanti. L’azienda produttrice di cosmetici risponde così alle esigenze dei dipendenti: “Aspetta la pausa oppure falla pure davanti al macchinario”. A questa dichiarazione, una cinquantina di dipendenti lanciano la loro controrisposta con uno sciopero di 6 ore che ha bloccato via delle Industrie per la manifestazione delle necessità degli operai.

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Ci dicono che non meritiamo nulla e che i sindacati non devono rompere le scatole”, dichiara un dipendente a La Repubblica, ma anche la Filtcem Cgil ha qualcosa da dire in proposito. “Non è nella facoltà del datore di lavoro proibire in alcun modo ad alcuna persona di recarsi in bagno per esigenze fisiologiche, poiché lesivo del diritto naturale. Né stabilire quante volte una persona possa recarvisi, né invitare la stessa ad espletare le proprie funzioni direttamente sul macchinario, perché lesivo della dignità personale“: è l’elaborata quanto eloquente spiegazione che il dirigente sindacale dell’associazione, Fabio Amodio, ha offerto ai giornalisti.

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La Gipicco’s è peraltro un’azienda molto proficua, ma anche molto produttiva e dunque fondata proprio sulla manodopera degli stessi operai che vengono brutalmente bistrattati sul posto di lavoro. Ogni giorno escono dalla fabbrica circa 1.000 kg di materiale, tra lucidalabbra, rossetti e cosmetici di ogni tipo. Lo stipendio annuale dell’amministratore è stato stimato intorno ai 135.000 euro lordi: una somma non indifferente, soprattutto considerando l’esigua paga che spetta all’operaio medio di una comune fabbrica italiana.